Roma, presidente Pd VI municipio Marco Scipioni: “Non mi dimetto, mi appello a Renzi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 luglio 2015 21:38 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2015 0:42
Roma, presidente Pd VI municipio Marco Scipioni: "Non mi dimetto, mi appello a Renzi"

Marco Scipioni

ROMA – Il presidente del VI municipio di Roma Marco Scipioni, quello periferico di Tor Bella Monaca, non ci sta a prendersi colpe e respinge l’invito a dimettersi del commissario e sub commissario del Pd Roma Matteo Orfini e Gennaro Migliore a dimettersi e si appella al premier Renzi. La sua colpa, secondo i due esponenti del Pd, sarebbe quella di essere coinvolto nell’affaire Tor Vergata e cioè nella vicenda che nasce dai sigilli apposti alla manifestazione estiva Roma Capital Summer che si svolge proprio a Tor Vergata.

Il minisindaco si sente “attaccato” dal suo stesso partito e per questo invoca l’intervento del Premier “perché spieghi la questione: i commissari del partito non mi hanno mai incontrato ma anzi hanno chiamato i miei consiglieri uno per uno per chiedere loro di non sostenermi minacciando altrimenti di non far parte più del Pd. Una cosa assurda e completamente antidemocratica; ma forse abbiamo toccato i poteri forti del territorio”. L’assessore alla Legalità Alfonso Sabella sottolinea in serata di aver confermato al minisindaco che “gli atti politici (delibere di Giunta e Consiglio) non presentavano apparenti criticità. Gli ho anche segnalato però che, sulla base delle delibere erano stati adottati atti amministrativi che destavano più di una perplessità e che sembravano chiaramente orientati a favorire qualcuno, ragion per cui si è deciso di interessare della questione la Procura”.

La manifestazione è stata ‘interrotta’ per mancanza di requisiti necessari come estintori inesistenti, assenza di scivoli e una pista di go kart non a norma. “Ma voi pensate che io possa vigilare e fare i controlli in tutte le manifestazioni?” si è difeso Scipioni spiegando che “questo compito spetta ai vigili e “il comandante di Maggio, interrogato sull’accaduto, mi ha risposto che io non dovevo sapere nulla perché non è a me che competono eventuali verbali emessi a carico di chi ha organizzato l’evento”. Dalle parole dell’esponente del Pd, sembra che l’evento sia solo un pretesto perché l’attacco di Scipioni punta in alto: “io non ho padrini e non mi dimetterò se non è la mia maggioranza a chiedermelo”; e poi si vanta del fatto di non aver “né procedimenti penali a mio carico sia nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale che di altre inchieste né condanne penali”. E dunque, “non vado da nessuna parte perché ho sempre lavorato solo ed esclusivamente nell’interesse del municipio e della mia comunità. Non intendo dimettermi perché non ho commesso nulla di male. Siamo molto amareggiati”.