Roma. Processo politico al vice sindaco Luigi Nieri, crisi nella giunta Marino

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 aprile 2014 8:15 | Ultimo aggiornamento: 28 aprile 2014 8:15
Roma. Processo politico al vice sindaco Luigi Nieri, crisi nella giunta Marino

Luigi Nieri

ROMA – Il vice sindaco di Roma Luigi Nieri, di Sel, uomo sempre meno forte della giunta di Ignazio Marino, è al centro di una tempesta dopo essere stato intercettato mentre dava consigli alla capa di un centro sociale che occupava illegalmente edifici a Roma, sotto inchiesta della Procura della Republica.

La domanda che circola a Roma, fra i politici e non solo è:
“Da che parte sta l’amministrazione Marino? Dalla parte della legalità oppure delle occupazioni abusive?”.
È lo strascico, inevitabile, scrive Ernesto Menicucci sul Corriere della Sera, delle intercettazioni che hanno tirato in ballo il vicesindaco Luigi Nieri:
“Il punto politico, al di là degli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria, è tutto lì”.
Su questo “punto politico” si arrovellano soprattutto
“i massimi esponenti del Pd romano e non, e anche il sindaco”
e al Pd prendono le distanze da Sel e dai suoi uomini:
“L’emergenza abitativa non si risolve con le occupazioni abusive”.
C’è un precedente di violenza che al Pd non dimenticano:
“Il gruppo che fece irruzione nella sede dei gruppi consiliari, a via delle Vergini, andava alla caccia del nostro capogruppo D’Ausilio”.
Le tensioni fra i partiti, ricorda Ernesto Menicucci,
“vanno ancora più indietro nel tempo. Già a settembre, infatti, i movimenti «assediarono» il Campidoglio (e spaccarono una vetrata) per protestare contro la delibera-Ozzimo quella che chiudeva i residence e assegnava un buono casa da 700 euro.
A Daniele Ozzimo, assessore alla Casa, in una delle intercettazioni, la leader Giuseppina Vitale muove l’accusa di “non aver fatto un c….” per poi aggiungere una minaccia che apre una finestra inquietante sui metodi di una parte estrema della sinistra a Roma:
“Vi metto in ginocchio come fatto con la destra”.
Per questo, nota ancora Ernesto Menicucci,
“nelle ultime 48 ore, i maggiori esponenti del Pd sono rimasti in silenzio. Nessun commento, nessuna difesa d’ufficio di Nieri, nessuna «solidarietà». Ma l’idea, sempre più netta, che dopo le Europee ci potrà essere un regolamento dei conti: «Vediamo come va Sel, nella lista Tsipras…». Anche perché, insiste anche chi è intorno al sindaco, il Comune di Roma «non può permettersi ambiguità, soprattutto se emerge, come pare stia accadendo, che dietro certe realtà c’è in ballo anche una dazione di denaro».
“Toccherà a Marino sciogliere il nodo. E dare un senso di marcia ad un’amministrazione che, fin dal suo insediamento, ha vissuto momenti di tensione con questura e prefettura: dalla prima manifestazione sotto al Campidoglio (quando veniva presentata la giunta) alla notte dei Fori, fino alla stagione degli sgomberi, iniziata con Communia a San Lorenzo e proseguita con Angelo Mai, via delle Acacie, Tuscolana, gli scontri della Montagnola”.
Anche dentro Sel sono «nervosi» e si interrogano:
“Che sia tutta una manovra per farci fuori, e lanciare anche su Roma un modello larghe intese?»,