Roma Comune (Raggi?) chiama dipendenti Atac a fare scrutatori referendum Atac

di Lucio Fero
Pubblicato il 7 Novembre 2018 10:23 | Ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2018 10:23
Roma Comune (Raggi?) chiama dipendenti Atac a fare scrutatori referendum Atac (foto Ansa)

Roma Comune (Raggi?) chiama dipendenti Atac a fare scrutatori referendum Atac (foto Ansa)

ROMA- Roma Comune chiama dipendenti Atac a fare gli scrutatori il prossimo 11 novembre nei seggi per il… referendum sull’Atac! A dirlo, come usa dire a Roma per una cosa maledettamente vera, non ci si crede. I dipendenti Atac, quelli direttamente coinvolti, quelli direttamente interessati, quelli apertamente e compattamente contro il referendum…a fare in massa gli scrutatori al referendum!

Anche a non voler pensar male, anche a supporre, anzi a mettere la mano sul fuoco sull’assoluta imparzialità del dipendente Atac una volta diventato scrutatore ai seggi, che mancanza di tatto, anzi che volgarità, che arroganza!

A dirlo non ci si crede, eppure è così. Su iniziativa del Comune nei luoghi di lavoro Atac è arrivato memo, ricordo sentito che c’è il referendum e quindi in Atac rispettino e rafforzino la tradizione. Già, la tradizione. In Atac e a Roma è tradizione che quando si vota, quando ci sono seggi da riempire di scrutatori, grande è l’affluenza al ruolo dei dipendenti Atac.

Sarà per passione democratica e civile, sarà per la diaria, sarà perché per 3/4 giorni non si guida nel traffico, sarà per quel che sia, a Roma i dipendenti Atac sono sempre legione nei seggi quando si vota. Lo sanno bene i cittadini romani che quando si vota al classico assenteismo standard in Atac (tra i più elevati in Europa, battiamo i greci) si somma l’assenza dalle corse dei centinaia e centinaia di scrutatori Atac. Quando si vota il bus che già è raro, diventa più raro.

E’ tradizione. Ma stavolta non era proprio il caso di saltare un giro? Un presidio di massa in forma di scrutatori da parte di coloro che massicciamente invitano a boicottare o votare No al referendum? Dirigenti e sindacati e maestranze dell’Atac hanno detto e dicono quando e dove possono di essere contro il referendum. Proprio loro in massa a scrutinare schede?

E poi la sollecitazione del Comune…No, non può essere stata sindaca Raggi in persona a disporla. Deve essere stato qualche zelante amico di Atac, di Atac così com’è. Impensabile che un sindaco raziocinante disponga un’azione diciamo così inelegante verso…la democrazia.

A proposito, su iniziativa e volontà M5S di governo a Roma i referendum consultivi come quello sull’Atac non devono avere e raggiungere quorum. Così ha voluto e votato M5S. Quello sull’Atac però deve avere quorum: 33 per cento degli aventi diritto al voto ai seggi se no non vale. E perché il quorum qui sì e gli altri no? Perché…perché è così. Punto.

Ancora: i dipendenti Atac se il referendum avesse esito positivo e se, vincendo i Sì, si aprisse la possibilità a Roma e per Roma di aziende concorrenti ad Atac per il trasporto pubblico, perderebbero il posto, finirebbero in  strada? No, neanche per sogno. I meccanismi di legge e pure quelli di mercato nel caso in specie assicurano il posto di lavoro anche in nuove, ipotetiche aziende.

Perderebbero però i dipendenti Atac i benefit Atac. Il più basso orario di guida, il più basso in Italia. La maggior percentuale di assenza al lavoro. I manager meglio pagati. I “buffi”, i debiti di gestione (ad oggi 1,5 miliardi!) ripagati a piè di lista dal contribuente. Magari lo sciopero più o meno fosso del venerdì. Ecco, queste tradizioni verrebbero è vero messe a rischio da un referendum valido e dove vince il Sì.

Quindi con eleganza democratica ed evidente senso del pudore scrutatori Atac accorrete per il referendum su Atac.