Roma, al San Camillo arriva “Percorso Polmone”. Picozza: “Esempio di umanesimo sanitario”

di Silvia Di Pasquale
Pubblicato il 9 febbraio 2018 7:30 | Ultimo aggiornamento: 9 febbraio 2018 0:31
Roma, al San Camillo arriva il "Percorso Polmone". Picozza: "Esempio di umanesimo sanitario"

Carlo Picozza

ROMA –  Rafforzare l’alleanza ospedale-territorio per la diagnosi e la cura delle patologie polmonari. Questo l’obiettivo del “Percorso Polmone“, attivato lo scorso 8 febbraio all’Ospedale San Camillo–Forlanini di Roma. Un servizio concreto, che crea un ponte diretto tra medici di famiglia e specialisti.

“Questo percorso è una sorta di ‘accompagnatore’ del paziente dalla diagnosi alla presa in cura dell’ospedale”, ha spiegato il capolista della Civica Zingaretti Presidente, Carlo Picozza, in occasione della presentazione del servizio al San Camillo.

“Il paziente, già malato di tumore, deve pensare soltanto alla guarigione. Di lui si occuperà il servizio sanitario, dal medico di famiglia al chirurgo toracico, qualora dovesse essere operato” ha sottolineato il giornalista, proseguendo:

“Questo progetto è la prova di una sanità possibile, bella, giusta e al servizio del cittadino. Il paziente è al centro del trattamento. Non deve rincorrere le cure, ma sono le cure a girargli intorno. Un piccolo modello di un nuovo umanesimo sanitario, che bisognerebbe realizzare anche per altre patologie. Il tutto è gratuito. I medici insieme, il servizio insieme, tutto intorno al paziente”.

Il “Percorso Polmone” è stato fortemente sostenuto dal Prof. Vittorio Donato, Direttore della U.O.C. di Radioterapia Oncologica dell’Ospedale San Camillo, così come dal primario chirurgo toracico Giuseppe Cardillo. “L’idea è quella che il paziente stia fermo, al centro. Sono le figure a girare intorno a lui – ha ribadito Donato a Blitz Quotidiano, parlando anche del funzionamento del percorso:

“Il medico che ha un paziente con sospetto tumore al polmone, può chiamare un numero specifico del San Camillo (06.5870.5507, ndr.), a cui risponde un’infermiera, che gli organizza una visita nel laboratorio di radioterapia con il chirurgo toracico e l’oncologo medico. Da qui si decide se far partire tutta una serie di analisi. Se c’è una diagnosi di tumore al polmone si fa partire il percorso terapeutico. Quello che deve fare un paziente con ipotetico tumore del polmone. Avrà sempre un riferimento, sarà seguito dall’inizio alla fine. Se invece non ha niente, il paziente va a casa”.

Perché partire proprio dal tumore al polmone? “Il tumore al polmone è il vero big killer, la gente muore. Le linee guida cambiano in continuazione” ha chiarito Donato, non senza l’auspicio di poter riproporre lo stesso modello del “Percorso Polmone” per tutte le patologie oncologiche.

“Se riusciamo a unire territorio e ospedale abbiamo svoltato la sanità pubblica. Questa è la vera scommessa” ha ricordato il professore. E a testimonianza dell’importanza della figura del medico di base nel progetto, alla presentazione di “Percorso Polmone” era presente anche Pier Luigi Bartoletti, medico di medicina generale e vice segretario nazionale Fimmg.

 

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