Scontri a Roma, Maroni difende la polizia: “Se non c’erano i blindati arrivavano con i picconi in parlamento”

Pubblicato il 14 Dicembre 2010 21:14 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2010 21:56

Il centro storico di Roma è stato devastato dalla violenza dei black bloc infiltratisi oggi tra i manifestanti, ma dopo aver visionato il rapporto sugli scontri della questura di Roma, il ministro dell’Interno Roberto Maroni, ha promosso il dispositivo di ordine pubblico messo in campo dal questore Francesco Tagliente.

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni

Attraverso il capo della polizia Antonio Manganelli, Maroni ha espresso a Tagliente ed a tutte le donne e gli uomini delle forze dell’ordine impegnate oggi ”il proprio apprezzamento per l’equilibrio e l’oculata gestione dimostrata in tutte le fasi della manifestazione”. Poteva infatti andare peggio.

”Se non c’erano i blindati li avremmo visti arrivare qui con i martelli e i picconi”, ha spiegato al ministro mentre a Montecitorio seguiva le fasi convulse del voto di fiducia e contemporaneamente si teneva informato sulle notizie degli scontri di piazza che via via diventavano più preoccupanti.

Le informative arrivate si sono rilevate esatte: obiettivo di parte dei manifestanti era proprio quello di fare blitz violenti nei palazzi del potere. ”Bene quindi – ha detto Maroni – hanno fatto il prefetto ed il questore ad organizzare un dispositivo così robusto. Giovani, chiamiamoli così, sono infatti arrivati in corso Rinascimento con un furgone da dove hanno tirato fuori picconi, mattoni e bastoni. Poi hanno iniziato a picconare i blindati e i poliziotti”.

Quanto alle bombe carta, ha aggiunto, ”sono bombe vere che possono fare male e chi le lancia è un criminale e non un giovane che manifesta”.

La Camera, il Senato, Palazzo Chigi, i luoghi istituzionali sono stati preservati dalle violenze, i lavori parlamentari non sono stati interrotti e questo, ha ragionato il titolare del Viminale, è un risultato da non sottovalutare ed un obiettivo raggiunto. Certo, la situazione era obiettivamente difficile da gestire, le devastazioni sono state massicce, ma l’azione ”equilibrata” delle forze dell’ordine ha evitato guai peggiori ed il bilancio finale è di una cinquantina di agenti rimasti contusi ai quali Maroni ha espresso ”un pensiero di particolare solidarietà”.

Sono comunque tanti i segnali che preoccupano il ministro e che a qualcuno fa pensare ad un ritorno agli anni ’70. Con quella di oggi sono tre le manifestazioni nelle ultime settimane a Roma sfociate in atti di violenza. Sono inoltre di ieri gli scontri, sempre nella Capitale, alla presentazione del libro del segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. C’è, insomma, un ”clima pesante” nel Paese che non lascia tranquillo Maroni.