Romano Prodi sta coi dem, l’ira di Grasso e Boldrini

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 gennaio 2018 10:21 | Ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2018 10:21
Assist di Prodi a Renzi: "Voto centrosinistra, LeU non sono per l'unità"

Romano Prodi sta coi dem, l’ira di Grasso e Boldrini

ROMA – Romano Prodi voterà per la coalizione di centrosinistra. Non per Liberi e uguali. Perché Liberi e uguali “non è per l’unità del centrosinistra”. L’endorsement del Professore giunge inatteso, quando manca poco più di un mese dal voto. Dà ossigeno al Pd, dopo i giorni delle polemiche sulle liste. E fa insorgere gli ex Dem che con Pietro Grasso corrono sotto le insegne di LeU: “E’ Renzi – replicano – ad aver rotto” e ora il suo progetto è fare “le larghe intese con Berlusconi”.

Prodi si tiene fuori dalla polemica politica sulle liste Dem, ma dice chiaro e tondo che darà il suo voto alla coalizione di centrosinistra, che oltre al Pd vede in campo una lista, Insieme, fondata anche da prodiani come Giulio Santagata. Userà, spiega, un solo parametro: l’unità del centrosinistra. “Renzi, il gruppo che gli sta attorno, il Pd e chi ha fatto gli accordi con il Pd sono per l’unità del centrosinistra”.

Invece Grasso, D’Alema e Bersani no? “In questo momento no. Punto”, risponde. Con un assist che i Dem si affrettano a cogliere, lanciando il tema del voto utile: “Siamo noi l’alternativa a destra e M5s”, dice Maurizio Martina. “Ogni voto per Leu è un vantaggio per la destra e per i populisti”, dichiara Andrea Marcucci. Ma gli esponenti di LeU respingono il vestito che Prodi gli taglia addosso. Pietro Grasso insorge: “È sotto gli occhi di tutti che il centrosinistra non si è potuto ricomporre per volontà di Renzi. Prodi ritiene la finta coalizione che ha messo in piedi Renzi, che lo costringerà a votare Casini a Bologna anziché Errani, un centrosinistra unito? Noi in quel tipo di coalizione non ci possiamo stare”.

Delusa anche la presidente della Camera Laura Boldrini: “Dispiace che Prodi abbia fatto queste osservazioni, sottovalutando l’indisponibilità di Renzi a fare coalizioni, non ha voluto trovare un terreno comune, di fatto chiudendo ogni possibilità di fare alleanze; nemmeno Piasapia è riuscito a trovare garanzie dal Pd. Credo Prodi abbia sottovalutato il sentimento di autosufficienza di Renzi e la sua indisponibilità costruire una coalizione vendendo incontro alle esigenze dell’alleato”.

“Renzi realizza i sogni della destra”, afferma Nicola Fratoianni. Di un patto tra Renzi e Berlusconi parla anche Massimo D’Alema. Mentre Roberto Speranza e Pier Luigi Bersani ricordano i candidati ex forzisti Lorenzin e Viceconte nelle liste Pd: “L’unità il Pd vuole farla con Berlusconi, con le larghe intese tra Renzi e il Cavaliere”. Lo scontro a sinistra promette di protrarsi e lasciare scorie anche sul dopo, quando si dovrà discutere di un possibile governo (magari di larghe intese). Per ora, il Pd ignora l’avversario alla sua sinistra: “Non penso che quello di LeU sia un progetto destinato ad avere un futuro”, taglia corto Renzi.

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