Il gioco del cerino, chi portò Ruby ad Arcore? Mora: “Imprenditori non indagati”

Pubblicato il 12 Maggio 2011 13:44 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2011 13:44

MILANO – Chi portò Ruby ad Arcore? I tre principali indiziati continuano nel loro personale “gioco del cerino”. Nicole Minetti disse che era stato Emilio Fede. Il direttore del Tg4 disse che era stato Lele Mora. Adesso l’impresario Mora chiama in causa protagonisti non meglio identificati: “Imprenditori che non sono nemmeno indagati”.

“Io sono un’anima pura. Io non ho fatto niente”, ha proseguito Mora. “Noi tre” (“Io, Nicole Minetti e Emilio Fede”), ha detto ancora Mora, ”siamo come i tre capponi manzoniani che si beccano e alla fine siamo finiti in padella per il matrimonio dei promessi sposi”. Riferendosi a Fede, Mora ha detto che le sue affermazioni ”non hanno senso anche perché chiunque sia stato a portare Ruby ad Arcore non cambia nulla perché in quelle feste non è successo mai niente”.

A tal proposito, Mora ha spiegato che i giudici “vogliono colpire me perché vogliono colpire Berlusconi”. Secondo Mora ”in realtà” è stato ”qualcun altro”, ovvero “imprenditori non indagai” ad introdurre la minorenne marocchina nella residenza brianzola del premier.

Per Mora è stata l’occasione per respingere tutte le accuse che gli vengono contestate dagli inquirenti milanesi: ”Io non ho mai favorito incontri e non ho mai favorito la prostituzione, non ho nemmeno mai usato cocaina, in casa mia l’unica polvere che c’è è quella che si deposita sui mobili quando non vengono fatte le pulizie”.

L’agente dei vip ha però ammesso di aver frequentato diverse volte le residenze del premier di Arcore e di Villa Certosa: ”Silvio Berlusconi – ha assicurato – mi ha invitato tantissime volte alle sue cene, ad Arcore e in Sardegna. Ma il premier non mi ha invitato perché portassi donne, io sono un agente dei vip, non sono un pappone. Il tempo mi darà ragione”.