Ruby: “Lui è Gesù. Noemi sua pupilla, io il suo culo. Se c’è io mangio”

Pubblicato il 2 Maggio 2012 14:00 | Ultimo aggiornamento: 2 Maggio 2012 14:01

Ruby (Lapresse)

ROMA – “Lui può far tutto, lui è Gesù”. “Noemi è la sua pupilla. Io sono il suo culo”. “Finché ci sta lui, io mangio”. “Gli ho detto: io posso passare per pazza, per prostituta, per quello che vuoi, basta che ottenga qualcosa”. Parole di Karima El Mahroug detta Ruby in tre delle quattro telefonate che Repubblica pubblica risalgono a settembre-ottobre 2010, quando la vicenda iniziata nella notte tra il 27 e il 28 maggio davanti alla questura di Milano, non è ancora arrivata sui giornali. Nella prima telefonata (7 settembre 2010), Ruby parla con l’amica Grazia e le spiega che gli inquirenti, da quando è affidata a Lele Mora, non vogliono che vada in Sicilia “che veda mio padre… Hanno controllato il mio cellulare per togliere il numero di mio padre… Ma quello di mia madre lo ricordo a memoria”. E Grazia, ingenua: “Ma quando trovano i numeri di Silvio e di (Emilio) Fede…”. Ruby non si trattiene: “Ma non hai visto, non sai? Ho avuto 32 interrogatori con il pm Forno. Solo in due abbiamo parlato della mia famiglia”.

Poi si è parlato molto delle serate di Arcore: “Adesso sanno che vado da Silvio, che conosco Silvio… Io gli ho detto che Silvio non sapeva che ero minorenne che gli ho detto che avevo 24 anni…”. Ma nemmeno lei ha l’aria di crederci molto. “Lui è Gesù…”. E’ l’8 ottobre. Ruby ha appena avuto una lunga e rassicurante conversazione con “lui” e ne riferisce immediatamente al fidanzato Luca Risso. “Chi, lui? Lui il grande” chiede il giovanotto. “Lui… Gesù” taglia corto la ragazza e spiega che Berlusconi l’ha chiamata per sapere cosa aveva detto ai pm e per tranquillizzarla con le sue promesse. Ruby è stata chiarissima con Papi, ai limiti della sfrontatezza: “Ho detto tante cose, ma ne ho nascoste tantissime… Perché ero davanti all’evidenza e non potevo negare”.