Più sottosegretari per tutti. Un decreto per farne altri 12: il prezzo per sopravvivere

Pubblicato il 4 Febbraio 2011 10:54 | Ultimo aggiornamento: 4 Febbraio 2011 10:54

Silvio Berlusconi

ROMA – Dopo aver ricompattato la maggioranza per il voto sul ‘caso Ruby’, Silvio Berlusconi passa alle ricompense. Pensa ad allargare la maggioranza e, nel farlo, ripaga con poltrone d’oro quanti gli hanno permesso di rimanere in piedi. Quanti, in poche parole, hanno garantito che dopo la crisi nera, anche questa volta il premier potesse “sopravvivere”, prima con la prova della fiducia a dicembre e ora con quei 315 voti (un voto in meno della maggioranza assoluta) sul caso Ruby.

E così, ora, è venuto il momento per Berlusconi di rimettere, evangelicamente, i suoi “debiti”. I primi, fra i creditori, saranno i “responsabili”, ovvero coloro che con un cambio di casacca dell’ultima ora gli hanno garantito i numeri per vincere. E’ proprio per loro che il premier sta pensando di nominare 12 nuovi sottosegretari. Ovvero di indicare, con un decreto ad hoc, dodici nuovi sottosegretari che poi dovranno essere nominati dal Presidente della Repubblica. La scusa è che “ormai – parole del Cavaliere – le necessità di governo sono tali che i ministri non sono in grado di poter svolgere tutta la mole di lavoro che i ministeri richiedono”.

La realtà è che sembra tanto una moneta di scambio. Anche perché all’attivo i sottosegretari (che istituzionalmente coadiuvano e sostituiscono i ministri per alcune materie e funzioni) sono ben trenta. Ci sono sì da sostituire i finiani che hanno abbandonato la carica, ma l’intenzione del premier è quella di crearne ad h0c altri dodici, al di là delle sostituzioni. Che comunque ci dovranno essere. Per rimpiazzare i finiani Antonio Buonfiglio all’Agricoltura, Adolfo Urso allo Sviluppo Economico, Roberto Menia all’Ambiente, Pasquale Viespoli al Lavoro e Giuseppe Maria Reina (Mpa) alle Infrastrutture.

Intanto il presidente del Consiglio si gode il suo personalissimo “otto a zero” rifilato alle opposizioni. E lo fa facendo a meno di cautele scaramantiche. “Da quando Futuro e libertà è andata via non perdiamo mai, ha detto ieri a Palazzo Grazioli. Avanti di questo passo ”la prossima volta facciamo cappotto”. Magari grazie a quei quattro parlamentari (due dall’opposizione e due dai liberaldemocratici) che il premier si dice certo essere sul punto di aderire alla maggioranza passando proprio per i ‘Responsabili’.

Gruppo che avrà, a questo punto è un dato di fatto, sempre più un ruolo importante per la maggioranza. Ad assicurarlo è anche il “responsabile” Silvano Moffa: ”Abbiamo già presentato alcune proposte, come quella sull’imprenditoria giovanile, maschile e femminile, che ha già raccolto le firme di 156 parlamentari, e quella sulla modifica del diritto di sciopero. Ma è evidente che il nostro gruppo sarà chiamato a collaborare nell’esecutivo”.