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Ruby, Bersani: “Con che faccia Berlusconi aprirà la conferenza sulla famiglia?”

Pubblicato il 4 Novembre 2010 18:41 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2010 18:46
bersani

Pier Luigi Bersani

Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, intervenendo al convegno del Pd sulle politiche per la famiglia, attacca il presidente del consiglio Silvio Berlusconi dopo il caso Ruby.  ”E’ giusto che Berlusconi – si chiede Bersani – vada ad aprire la conferenza sulla famiglia? Non èuna domanda da poco e non per ragioni etico-morali ma per ragioni politiche. La politica deve avere un certo grado di coerenza e dignità, come dice la Costituzione sulla quale giuriamo, e un certo grado di civismo”.

”O noi pensiamo – afferma il segretario del Pd – che la correttezza, se non la moralità, della politica sia un’eccedenza di quella personale come la carità è un’eccedenza della giustizia o i vizi privati diventano la condizione di pubbliche virtù, ovvero ‘io sono come gli italiani: ho evaso anch’io, le donne sono il riposo del guerriero, gli omosessuali vanno ridicolizzati, salvo un minore, sbandato in mezzo a tutti questi benefattori che girano, per salvare me stesso…’. I camionisti devono avere la patente e cosi’ anche un politico deve avere una patente civica”.

La correttezza dei politici per il leader Pd è  necessaria ”altrimenti con una certa mentalità si può arrivare a fare una piattaforma politica e culturale, la piattaforma del dire ‘fai quel che vuoi ma dammi qualcosa”’. Ma, incalza Bersani, ”noi non ci stiamo, conosciamo altri italiani, persone perbene: i minori vanno rispettati, le donne vanno trattate come Dio comanda”.

Bisogna suscitare ”una reazione politica e culturale se no basta un 38 per cento con questa legge elettorale per portarci ad un’Italia che non vogliamo visto che Berlusconi radicalizza un messaggio populista con forti contenuti regressivi”.

”C’e’ poi un motivo, tutto politico – conclude Bersani – per chiedere con che faccia Berlusconi va alla conferenza sulla famiglia dopo che il governo ha smantellato tutto quel poco che c’era di politiche famigliari e in due anni hanno fatto addormentare il paese ripetendo che non c’e’ problema”.