Ruby, Bruti Liberati: “Le telefonate di Berlusconi non sono tra le fonti di prova”

Pubblicato il 6 Aprile 2011 16:49 | Ultimo aggiornamento: 6 Aprile 2011 18:01

MILANO – ”Le telefonate in cui compare come interlocutore indiretto l’on. Silvio Berlusconi non sono state indicate tra le fonti di prova”. Lo ha spiegato in una conferenza stampa e in un comunicato il procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati in relazione alle trascrizioni parziali di alcune conversazioni tra il premier e alcune delle ragazze che avrebbero partecipato alle feste ad Arcore e che sono state depositate alla difesa del presidente del Consiglio imputato a Milano per il caso Ruby.

Bruti Liberati ha aggiunto che per tali telefonate, pubblicate in questi giorni su alcuni quotidiani, ”non è stata richiesta alla Camera l’autorizzazione a carico” del presidente del consiglio. Il procuratore ha inoltre ricordato che il suo ufficio in base alla legge Boato, ”potra’ direttamente utilizzarle nel procedimento a carico di Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora”.

La questione riguarda la trascrizione di tre telefonate della Minetti, della Polanko e della Skorkina intercettate mentre parlano con il capo del Governo finite negli atti dell’indagine sui presunti festini a luci rosse invece di rimanere in “cassaforte” solo come file audio per poi essere distrutte.Quelle telefonate, contenute negli allegati alla richiesta di giudizio per il premier e pubblicate dal Corriere della Sera si credeva fossero finite “per sbaglio” agli atti depositati, nonostante la legge Boato preveda che contro un parlamentare l’intercettazione non possa essere utilizzata se non dopo che i magistrati abbiano chiesto al Parlamento l’autorizzazione a poterla usare.

Ma a questo punto è arrivata la precisazione di Bruti Liberati che chiarisce il perché sono state depositate. E cioè che la procura non ne aveva chiesto l’autorizzazione all’utilizzo alla Camera proprio perché non intendeva usarle ma le ha depositate perché, proprio come prevede la legge Boato, la difesa di Berlusconi ne valutasse eventuale elementi utili come prova a discarico.

”Il pm si rimette ossequiosamente con il cappello in mano alle decisioni del giudice”, ha detto ancora Bruti Liberati ha risposto, con un sorriso, ai cronisti che gli chiedevano se il calendario fissato per le udienze dei processi a carico di Silvio Berlusconi non fosse ”troppo garantista”. La difesa del premier e vertici del tribunale di Milano, infatti, nelle scorse settimane hanno raggiunto un accordo di massima per fissare le udienze dei processi a carico del premier di lunedì. Con alcune eccezioni, però come per il processo Ruby, che ha gia’ un’udienza fissata per martedì 31 maggio. ”Il pm si rimette ossequiosamente con il cappello in mano alle decisioni del giudice”, ha detto Bruti. Quella del Pm con il cappello in mano davanti al giudice è una espressione utilizzata spesso da Silvio Berlusconi per sottolineare la necessità della separazione delle carriere.