Ruby. 10. Pm Fiorillo: “Non ricordo di avere autorizzato l’affido alla Minetti “

Pubblicato il 22 Gennaio 2011 3:03 | Ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2013 16:03

La dichiarazione di Annamaria Fiorillo a verbale:

“In data 27 verso le ore 21.00 ricevevo una telefonate da personale P.S. Monforte Vittoria in merito ad un intervento richiesto da una  donna (PASQUINO Caterina) che affamava di aver riconosciute netta minore fa questione (da lei indicata col soprannome RUBY), fautrice di un  furto commesso ai suoi danni.

Dagli accertamenti era emerso che la ragazza, poi generalizzata come in oggetto, aveva  a carico una denuncia di scomparsa da una comunità di Messina. Nel corso di successive comunicazioni  si delineava un quadro alquanto confuso circa le origini e le condizioni dì vita della ragazza, Ricordo che mi venne detto che la stesa era “la figlia dì Mubarak (Presidente d’Egitto),  la qual cosa mi parve poco credibile  e che aveva riferito di essere in Italia per motivi di studio, che si manteneva facendo la danzatrice del ventre e che a Milano era ospite di un’amica brasiliana abitante in Via Villoresi, dove peraltro venne accompagnata dagli operanti.

Le mie disposizioni furono che la ragazza, essendo priva di documenti, fosse accompagnata in Questura per essere sottoposta ai rilievi dattiloscopici e quindi collocata in idonea struttura di accoglienza.

Successivamente , in tarda serata, mi pare intorno alle ore 23.00, ricevevo una telefonata da parte di personale dell’ Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Milano.  L’interlocutrice (si trattava di una donna) mi rappresentava la delicatezza della situazione e opponendomi tutta una serie dì difficoltà in ordine al collocamento della minore in comunità, mi prospettava la possibilità di affidare la giovane un “Consigliere Ministeriale’, persona che si era presentata spontaneamente in Questura dichiarandosi disponibile ad accoglierla in virtù di pregressa conoscenza.

Tutto ciò suscitò in me notevoli perplessità che esternai con chiarezza all’interlocutrice, sottolineando in modo assertivo l’inopportunità di un affidamento a persona estranea alla famiglia senza l’intervento dei Servizi Sociali. In successive telefonate a diversi operanti rimarcai la necessità dì acquisire i documenti comprovanti l’identità della ragazza ( la stessa nel frattempo aveva dichiarato di avere lasciato in Sicilia presso la residenza dei genitori) e, all’esito di tali accertamenti, di accompagnarla comunque presso una comunità protetta, eventualmente trattenendola durante la notte presso gli Uffici finché una tale struttura non fosse stata reperita.

Non ricordo di avere autorizzato l’affidamento della minore EL MAHROUK Karima a MINETTI Nicole. Il secondo intervento in data 18 agosto u.s. fu provocato da un accompagnamento da parte della POLFER Milano Centrale della minore, allontanatasi priva,di documenti dalla Comunità di Genova Nervi ove nel frattempo era transitata. In questo caso, sempre a mezzo del telefono del turno, disponevo che, al termine degli accertamenti di rito, Karima venisse riportata nella medesima struttura”.