Ruby. 82. Miss due lauree: “Con Minetti a Arcore, con Lele Mora e Carlo Rossella al bunga bunga”

Pubblicato il 30 Gennaio 2011 17:13 | Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio 2011 18:11

La testimone T.M. viene ascoltata in Procura il 16 novembre. Ecco il testo della sua deposizione.

“…Sempre la Minetti in quella occasione mi disse che il Presidente Berlusconi era rimasto colpito dal suo entusiasmo e dalla sua volontà e aveva inteso offrirle un’occasione alle elezioni amministrative, svoltesi appunto nella primavera del 2010. Io non ricordo se proprio in quella occasione, ma penso proprio di sì, Nicole mi disse che aveva parlato di me al Presidente del Consiglio, che gli aveva detto appunto che aveva un’amica molto in gamba, che studiava, che conosceva due lingue, inglese e francese, e che voleva presentargliela. Intimamente rimasi lusingata dalla proposta ed esternai alla Minetti la mia lusinga, ma rimasi nel guado non mostrando alcuna volontà di rendere da lì a breve effettivo un incontro mio con il Presidente del Consiglio. Successivamente a tale incontro, la Minetti, non ricordo se di persona o tramite messaggio o con telefonata mi ripropose l’invito di partecipare ad un incontro con il Presidente Berlusconi; ricordo anche che mi disse che era possibile farlo in un weekend, o meglio in un sabato di fine agosto. Ricordo che la Minetti mi rappresentò l’opportunità di accettare, atteso che sarebbe potuto essere importante per il mio futuro…. ”

“…Ci siamo diretti ad Arcore con l’autovettura di Nicole, però ci siamo fermate nei pressi del San Raffaele perché la Minetti aveva appuntamento con altre ragazze che sempre dovevano recarsi ad Arcore. Due sono salite su un ‘autovettura in loro uso, una invece è salita a bordo dell ‘auto della Minetti. Si trattava di tre ragazze non italiane, una di queste l’avevo già vista alla discussione di laurea della Minetti, si chiama Maristel, almeno penso, e sicuramente fa la ballerina alla trasmissione televisiva Colorado di questa stagione.

“Giungemmo pertanto ad Arcore a bordo delle due autovetture e, ivi giunte, fuori dal cancello della residenza e ‘erano due Carabinieri con un ‘autovettura di servizio e noi ci fermammo. Credo che la Minetti desse il proprio nome, non ricordo con sicurezza se furono forniti anche i nostri nominativi, i Carabinieri comunicarono con l’interno tramite radio e ricevettero l’assenso a farci entrare. Ricordo che ebbi modo di sentire l’indicazione proveniente doli ‘interlocutore all’interno della residenza, che disse “principale”, in presumibile riferimento all’accesso di cui dovevamo fruire per entrare all’interno della residenza. Siamo quindi entrati, passando attraverso una veranda e poi, una volta ali ‘interno della casa, una giovane donna ebbe modo di salutare Nicole Minetti.

“Ricordo che ci trovammo all’interno di una stanza di non grandi dimensioni, una volta superato l’atrio, dove erano presenti circa venti ragazze, a cui ci aggiungemmo noi. Fu a quel punto che sentii la voce del Presidente Berlusconi e lo vidi entrare. Lo stesso poco dopo mi si rivolse in maniera cordiale, dicendomi “Lei è la signorina due lauree ” ed io lo salutai dicendo “Buonasera, Presidente” con una stretta di mano. Nella sala oltre, come dicevo, circa una ventina di ragazze ed il Presidente, c’erano anche Emilio Fede e Carlo Rossella. Posso essere certa sulla loro identificazione perché, ovviamente, essendo personaggi pubblici li ho riconosciuti appena li ho visti.

“Dopo un brindisi ci trasferimmo tutti in una sala da pranzo per la cena. Ci sedemmo tutti intorno a un grande tavolo e i camerieri cominciarono a servire la cena. La cena consistette in una caprese, delle verdure, un pollo grigliato e poi il gelato.

“Durante la cena il Presidente sollecitò alcuni suoi collaboratori ad andare a prelevare degli omaggi per le ragazze presenti, che consistevano in della bigiotteria piuttosto appariscente ma di scarso valore, almeno questa fu la mia impressione. Tengo a precisare di avere lasciato lì ì regali che mi riguardavano.

“Il Presidente del Consiglio cominciò a cantare, anzi mi dedicò una canzone francese. Anche le ragazze invitate si alternarono a cantare, vi era infatti una specie di pianola, anche un cantante, e avevo la netta sensazione che tutte le partecipanti a quella serata avessero già frequentato il Presidente perché vi era un atteggiamento di confidenza tra le ragazze tra di loro e tra le ragazze e il Presidente, come pure sìa con Emilio Fede sia con Carlo Rossella. I canti furono accompagnati da balletti tipo “trenino “, cui le ragazze invitate si univano.

“Io sono rimasta seduta per tutta la durata della cena. Durante la cena non è successo niente di particolarmente strano, anche se potetti rilevare la libertà con cui tutti potevano circolare e per esempio andarsi a fumare una sigaretta, utilizzare i cellulari, eccetera. Io stessa mandai diversi messaggi al mio fidanzato, con cui mi sono tenuta in contatto.

“Dopo la cena sentii alcune delle ragazze dire “Scendiamo al bunga bunga”, che poi ho capito essere in riferimento ad un locale al piano di sotto dove è allocata una sorta di discoteca. Tengo a precisare che arrivammo ad Arcore intorno alle 22.30 e quindi scendemmo nel suddetto locale, definito bunga bunga, intorno a mezzanotte e mezza all’incirca. In questa sala vi sono dìvanetti, un palo da lapdance, una sorta di banco bar e dei bagni, dove le ragazze andarono a prepararsi per la prosecuzione della serata, che da quel momento in poi assunse caratteristiche diverse da prima.

“Le ragazze indossarono infatti abiti succinti, alcune modificarono l’acconciatura, il trucco, e assunsero atteggiamenti con connotazioni equivoche, ma senza che si consumassero, almeno in mia presenza, rapporti sessuali. Ricordo ammiccamenti, balletti provocanti e “allegri”. Io ero seduta, ovviamente non mi sono cambiata, né mi è stato chiesto da qualcuno di cambiarmi. Faccio presente che io ho trascorso molto tempo nei bagni perché non mi sentivo a mio agio in quel contesto generale e quindi ho preferito passare molto più tempo alla toilette che nella sala adibita a discoteca. Ho visto anche che a un certo punto al centro della sala si alternarono singolarmente le ragazze presenti e alcune di loro hanno fatto anche dei balletti che si possono dire provocanti, o ironici; tra queste anche la Minetti.

“Questa situazione è andata avanti per circa un’ora e mezza. Verso l’una e trenta sono andati vìa Emilio Fede e Carlo Rossella, dopo circa mezz’ora tutte quante noi presentì abbiamo seguito il Presidente, che si era allontanato dal locale adibito a discoteca per salire al piano superiore. Alcune ragazze si sono fermate nella sala dove eravamo ali ‘inizio a guardare la televisione, altre hanno seguito il Presidente che è andato in un’ala della villa che io non avevo ancora visto, io mi sono fermata nell’atrio, ho inviato un messaggio al mio fidanzato precisandogli che la serata era finita. Sono rimasta in attesa della Minetti nell’atrio circa un quarto d’ora, che si era allontanata insieme ad altre ragazze con il Presidente, che poi mi venne a chiamare dicendomi che il Presidente aveva intenzione di salutarmi.

“Seguii la Minetti e arrivammo in un’ anticamera dove erano in attesa una quindicina di ragazze, io fui condotta da Nicole nell’ufficio del Presidente, Quando entrai devo dire che non era una stanza di rappresentanza, ma vi erano una quantità di fogli, libri, tutto in confusione, almeno questa è stata la mia sensazione. Il Presidente mi aspettava in piedi, mi chiese se io mi fossi divertita e io gli risposi “Sinceramente non tanto”. Il Presidente mi disse che Nicole gli aveva parlato molto bene di me e che era sua intenzione valorizzare il mio percorso professionale ed aiutarmi negli studi, al che mi porse due CD di Mariano Apicella come omaggio. Io lì per lì non mi resi conto subito che gli stessi contenevano, come potetti verificare subito dopo, una busta bianca, che io ho immaginato potesse contenere del denaro, non l’ho però aperta fino a quando sono salita in macchina con Nicole. A questo punto ho aperto la busta, alla presenza di Nicole, e ho potuto rilevare che all’interno vi erano quattro banconote da 500 euro cadauna. Rimasi sorpresa e imbarazzata, chiesi spiegazioni a Nicole del gesto e per quale motivo io avessi ricevuto quel denaro. Nicole giustificò il gesto dicendo che il Presidente sapeva dei miei studi e che quindi quel regalo voleva essere un contributo proprio per i miei studi, quindi la Minetti disse che dovevo interpretare quel gesto come un gesto di generosità… “

“…DOMANDA: Le altre invitate, che lei ha detto di non conoscere se non alcune riconosciute per le loro partecipazioni a programmi televisivi, erano incuriosite dalla sua presenza, lei ha percepito che fosse vista come un’antagonista?

RISPOSTA: Sì, ho avuto questa sensazione netta, anche perché il Presidente mi definì “signorina due lauree”, suscitando l’attenzione e la curiosità delle altre invitate sulla mia persona.

DOMANDA: Lei conferma che quella sera per quello che lei ha visto sì è trattato solo in alcune occasioni di balletti provocatori, e poi ci spieghi che cosa intende lei per provocatori, e non altre scene sulle quali non si poteva equivocare rispetto al senso?

RISPOSTA: Certo, quando le ragazze ballavano da sole al palo lapdance il significato poteva essere abbastanza percepibile come ammiccante.

DOMANDA: Lei ha detto che quando il Presidente le ha consegnato i due CD del cantante Apicella si è resa subito conto che c’era qualcosa in più, vuole spiegare meglio?

RISPOSTA: Come ho detto io ho ricevuto due CD e nel prenderli dalle mani del Presidente al tatto ho constatato che in mezzo  c’era qualche altra cosa, ma la scena è stata così repentina che io soltanto quando mi sono allontanata dalla stanza ho potuto constatare che tra i due CD e ‘era una busta bianca, che poi aperta nella macchina ho scoperto contenere quattro banconote da 500 euro cadauna.

DOMANDA: Lei è sicura che prima di allontanarsi il Presidente del Consiglio non le abbia chiesto di ringraziarlo, non certo per i CD che lei riceveva bensì per il denaro?

RISPOSTA: Sì, effettivamente ricordo che subito dopo avermi consegnato in mano i CD, il Presidente mi disse in tono scherzoso “Ma non mi saluti nemmeno?”, ed io repentinamente mentre mi allontanavo, imbarazzata, ho biascicato qualcosa…. ”

DOMANDA: Può spiegare meglio le ragioni per le quali lei ha provato imbarazzo rispetto alla cena a cui ha partecipato ad Arcore? Perché da quello che lei racconta sembra strano che una persona giovane come lei possa sentirsi imbarazzata al punto di andare di sovente alla toilette per non assistere a trenini o a balli tipo lapdance.

RISPOSTA: Ciò che mi ha più imbarazzato a partire dalla cena è stato notare un atteggiamento eccessivamente confidenziale ed ammiccante tra il Presidente del Consiglio e le ragazze invitate, che poi, quando ci siamo trasferiti in discoteca, è diventato più netto e palese. Ad esempio ho potuto notare che alcune ragazze si avvicinavano al Presidente muovendosi in maniera provocante a distanza ravvicinata.

DOMANDA: Lei nel riferire le modalità e il perché ha partecipato alla cena a casa del Presidente ha riferito che la proposta non è partita da lei, bensì dalla Minetti; lo conferma?

RISPOSTA: Confermo assolutamente che non mi è mai passato per la mente di sollecitare un mio invito in una delle case del Presidente del Consiglio, è stata la Minetti che in più occasioni mi ha detto se volevo partecipare ad una cena privata a casa del Presidente del Consiglio.

DOMANDA: Ma per quale motivo secondo lei la Minetti ha dovuto parlare di lei col Presidente del Consiglio, dire appunto che una sua amica aveva due lauree, che conosceva il francese?

RISPOSTA: Io sinceramente non so le ragioni per le quali la Minetti aveva parlato di me col Presidente, ribadisco di non aver mai chiesto alla Minetti di intercedere in alcun modo per me col Presidente del Consiglio, è stata esclusivamente una sua iniziativa.

DOMANDA: Lei ha detto che non immaginava che la cena informale a cui era stata invitata potesse avere risvolti così come lei li ha descritti alla sua amica B.V. e oggi confermati nel corso di questo verbale, ma, le ripeto, nel momento in cui nei pressi dell ‘ospedale San Raffaele lei ha avuto modo di constatare che alla cena erano invitate anche persone televisive, non ha avuto già i primi sospetti in ordine alla effettiva natura dell’incontro?

RISPOSTA: Io sinceramente non ho attribuito un significato particolare alla presenza di queste altre ragazze che erano pervenute all’incontro nei pressi dell’ospedale San Raffaele. Sino a quel momento ero sempre convinta che avrei avuto la possibilità di parlare con il Presidente dei miei studi, delle mie ambizioni e delle mie idee circa il mio futuro professionale.

DOMANDA: Nel corso di un’ altra telefonata, avvenuta il 19/9/2010 alle ore 16.34 tra lei e Nicole Minetti, quindi il giorno prima dell ‘invito a cena, la Minetti riferendosi a lei dichiara: “Ti volevo un attimo briffare sulla cosa … Giurami che non ti prende male, nel senso cioè ne vedi di ogni, cioè te tifai i cazzi tuoi e io mi faccio i cazzi miei. Per l’amor del cielo ne vedi di ogni cioè nel senso la disperaticion più totale, cioè capirai c’è gente per cui è l’occasione della vita, quindi ne vedi di ogni, fidati di me, punta su A, il francese che lui sbrocca gli prende bene, digli tutto quello che fai, eccetera eccetera … Ci sono varie tipologie di persone, c’è la zoccola, c’è la sudamericana che non parla italiano e viene dalle favelas, c’è quella un po’ più seria, c’è quella via di mezzo tipo Barbara Faggioli… “. Come vede questa telefonata è intercorsa qualche ora prima che lei si recasse ad Arcore e, contrariamente a quello che lei ha sostenuto fino ad ora, la Nicole Minetti le aveva fatto ben presente lo scenario della cena a cui lei era stata invitata, anzi più volte le dice “ne vedi di ogni”. Quindi come fa ancora a sostenere che lei non era già preparata e che non sapeva prima di andare ad Arcore a cosa andava incontro, e cioè che non avrebbe probabilmente avuto la possibilità di parlare di futuro, di ambiente di lavoro e cose di questo genere, perché già sapeva che lei si sarebbe trovata in compagnia di “zoccole …, di disperate, di persone che non conoscevano addirittura la lingua italiana … ” come la Minetti si esprime nel corso della telefonata intercettata.

RISPOSTA: Ribadisco ancora una volta che io sarò stata ingenua, che mi sono fidata della mia amica Minetti e non ho dato peso più di tanto alle espressioni, anche volgari e dure, che sono state usate dalla Minetti. Sicuramente, col senno di poi, ho sottovalutato quanto la Minetti mi descriveva nel corso della telefonata suddetta”.