Ruby, Niccolò Ghedini e Pietro Longo: “Motivazioni sconnesse da realtà”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Novembre 2013 16:17 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2013 16:18
Ruby, Niccolò Ghedini e Pietro Longo: "Motivazioni sconnesse da realtà"

Karima el Mahroug, alias Ruby (Foto Lapresse)

MILANO – Processo Ruby bis, gli avvocati di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini e Pietro Longo, respingono le motivazioni dei giudici di Milano: “Le motivazioni della sentenza Ruby bis per quanto attiene l’asserita attività di inquinamento probatorio, sono totalmente sconnesse dalla realtà e dai riscontri fattuali”, hanno detto i due legali. “Siamo certi che la Procura, preso atto della situazione, non potrà che procedere ad una rapida archiviazione”.

Ghedini e Longo hanno precisato che i bonifici di 2.500 euro alle partecipanti alle serate di Arcore “non sono affatto iniziati dopo la riunione del gennaio 2011, bensì solo nel marzo 2012 quindi dopo oltre un anno e di ciò vi è prova documentale. E’ evidente, quindi, che non vi può essere connessione alcuna”.

 

I due avvocati sostengono che

“Quell’incontro che era volto a reperire elementi utili alla difesa soprattutto di fronte alla giunta delle autorizzazioni è stato narrato al gruppo parlamentare del PDL in data immediatamente successiva (18.1.2011) con grande risalto di stampa proprio dagli avvocati Ghedini e Longo. Parimenti nessun rilievo hanno le copie delle dichiarazioni rese ritrovate durante le perquisizioni, poiché a tutti i testimoni era stata consegnata, come più volte ribadito nel corso del processo principale, copia delle dichiarazioni rese. Del resto tutti gli elementi citati nella sentenza erano più che noti alla Procura della Repubblica che giustamente mai ha ritenuto di muovere nel corso del processo principale accusa alcuna nei confronti del Presidente Berlusconi e dei suoi difensori o delle testimoni che come tali appunto sono state sentite”.