Ruby, l’ok al conflitto di attribuzione non ferma il processo. Giallo sulle intercettazioni di Berlusconi

Pubblicato il 5 Aprile 2011 20:54 | Ultimo aggiornamento: 5 Aprile 2011 20:59

Ruby

MILANO – Sarà un’ udienza lampo quella che darà il via a Milano al processo a Silvio Berlusconi, imputato di concussione e prostituzione minorile per la vicenda Ruby. Il processo non sarà fermato dalla decisione della Camera di sollevare il conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato, a meno che i giudici non accolgano una precisa istanza della difesa, oppure arrivi una pronuncia definitiva della Consulta che rimandi il caso al Tribunale dei Ministri.

Mentre è giallo sulla trascrizione di tre telefonate intercettate tra alcune ragazze e il capo del Governo finite negli atti dell’indagine sui presunti festini a luci rosse invece di rimanere in ‘cassaforte’ solo come file audio per poi essere distrutte, nel pomeriggio sono terminati gli ultimi preparativi per quello che è stato definito il ‘processo dell’anno’.

L’appuntamento è nell’aula della prima Corte d’Assise d’Appello, la più grande del palazzo di giustizia per l’occasione ‘rimessa a nuovo’. All’ora ‘canonica’, le 9.30, si prevede, si registrera’ il ‘tutto esaurito’: sono previsti moltissimi giornalisti italiani e stranieri e schiere di curiosi, compresi i supporter di Berlusconi, il quale, come si sa da tempo, per impegni istituzionali non ci sarà e non opporrà nemmeno il legittimo impedimento.

Davanti ai giudici, tutte donne, della quarta sezione penale del Tribunale a rappresentare l’accusa ci sarà di certo il pm Antonio Sangermano, forse affiancato dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini, perché il programma è che siano loro due a seguire, magari anche alternandosi, il dibattimento. Per la difesa del premier, ci dovrebbe essere Giorgio Perroni, uno dei legali del Presidente del Consiglio. Per Ruby, che salvo colpi di scena non verrà in aula, ci sarà l’avvocato Paola Boccardi, per l’eventuale e sembra probabile, costituzione di parte civile della giovane marocchina: è parte offesa nel procedimento in quanto, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe partecipato alle serate ad Arcore e, sebbene in interviste e nelle indagini difensive abbia smentito, avrebbe fatto sesso a pagamento con il premier.

E proprio sulla sua costituzione di parte civile, Ruby nel tardo pomeriggio scioglierà la ‘riserva’. La decisione sarà resa pubblica domani al processo: da qualche giorno l’avvocato Boccardi sta prospettando alla ragazza, 18 anni lo scorso primo novembre, le due possibilita’ di essere rappresentata in giudizio (semplicemente come parte offesa o come parte civile). ”Siamo consapevoli – ha precisato il legale – che, qualunque sia la scelta, ci potranno essere critiche. In ogni caso ciò che mi compete è tutelare l’interesse della ragazza”.

C’è da rilevare, però, che tecnicamente, l’ essere parte civile comporta ‘interagire’ maggiormente e diventare parte attiva nel dibattimento dove Ruby è stata citata come teste sia dalla Procura sia dai difensori del presidente del Consiglio. A parte questo, domani quindi è previsto un bagno di folla per un’udienza ‘di smistamento’ (alla quale subito dopo ne seguiranno due per tentato omicidio e una per una rapina) e che verrà rinviata nel giro di pochi minuti, pare, all’ultimo martedi’ di maggio, il 31, lasciando così il pubblico probabilmente a bocca asciutta, perche’ sia Berlusconi sia la giovane marocchina saranno assenti. Riguardo infine alle trascrizioni delle tre telefonate del premier, finite, sembra per una svista, tra gli atti depositati alla difesa dello stesso Berlusconi e oggi pubblicate dal Corriere della Sera, il Procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati, con una punta di imbarazzo, si è limitato a dire: ”Stiamo ricostruendo… comunque quello che è inutilizzabile, verra’ distrutto”. Poiche’ Berlusconi e’ un parlamentare, le intercettazioni, anche indirette, non si possono usare ai fini del procedimento e non possono essere trascritte se non con il via libera della Camera.