Ruby, Berlusconi: “Legittimo impedimento”. Pm si oppone, giudici dicono sì

Pubblicato il 4 Febbraio 2013 11:26 | Ultimo aggiornamento: 4 Febbraio 2013 13:30
Ruby, Berlusconi: "Legittimo impedimento". Boccassini: "Venga il pomeriggio"

Silvio Berlusconi (Foto LaPresse)

MILANO – Silvio Berlusconi ritenta lo stop del processo Ruby a Milano e chiede il legittimo impedimento, che i giudici gli hanno accordato. L’udienza prevista per il 4 febbraio è stata rinviata all’11 febbraio. I legali del leader del Pdl, Niccolò Ghedini e Piero Longo, hanno chiesto il legittimo impedimento perché il loro assistito è impegnato in un’intervista in diretta in tv e a Trieste per un impegno istituzionale. Ilda Boccassini, procuratore aggiunto di Milano, si è opposta alla richiesta  spiegando che se proprio si volesse forzare la legge, si può accoglierla solo per l’impegno di stamani e quindi rinviare il processo ad oggi pomeriggio per ascoltare l’ultimo testimone. I giudici hanno comunque accolto l’istanza dei legali di Berlusconi.

La difesa, nell’illustrare ai giudici l’istanza di legittimo impedimento di Berlusconi, ha spiegato che l’impegno della mattina del 4 febbraio in tv per una intervista in diretta a La7, e una serie di incontri anche istituzionali nel pomeriggio a Trieste ”sono momenti essenziali della campagna elettorale e configurano un legittimo impedimento a partecipare al processo”.

Ghedini, ha depositato un ”planning riservato” degli impegni dell’ex premier per la campagna elettorale proprio per far vedere i ”continui cambiamenti” degli appuntamenti. Il difensore dell’ex premier ha anche ricordato che sia lui che il suo collega Piero Longo, anch’essi candidati, avevano per il 4 febbraio un legittimo impedimento ma che non l’hanno eccepito scegliendo di essere presenti in aula.

Per il legale ciò ”rappresenta anche le nostre difficoltà. Mi appello al Tribunale affinchè valuti una pausa del processo con sospensione della prescrizione” fino a dopo la campagna elettorale. I due legali, per testimoniare l’esistenza concreta del legittimo impedimento di oggi e dei prossimi giorni, di Silvio Berlusconi, hanno depositato una serie di documenti tra cui una relazione della Commissione di vigilanza Rai.

La Boccassini, nell’opporsi alla richiesta di legittimo impedimento avanzata dai difensori di Berlusconi, ha spiegato di basarsi sullo schema della sentenza della Corte Costituzionale. Il pm ha anche aggiunto che forzando la legge si può anche considerare un legittimo impedimento la presenza di Berlusconi in una trasmissione tv, ma non di sicuro gli impegni a Trieste di oggi pomeriggio ai quali ”è stato invitato come tante altre persone”. Per questo il procuratore aggiunto ha esto che il processo al limite venga sospeso per stamani per riprendere nel pomeriggio e sentire come testimone il pm minorile Annamaria Fiorillo sulla ormai nota notte in Questura di Ruby.

I giudici del Tribunale di Milano, al contrario dell’impegno del pomeriggio a Trieste, hanno riconosciuto invece come legittimo impedimento la partecipazione di Berlusconi alla trasmissione televisiva di questa mattina in quanto tale impegno ”rientra nella previsione dell’accesso ai mezzi di informazione durante la campagna elettorale”. Secondo l’ordinanza dei giudici, in base alla relazione del vice presidente della Commissione di vigilanza Rai, ”l’eventuale rinuncia alla partecipazione renderebbe sostanzialmente impossibile il recupero di altri spazi televisivi”.

Pertanto ”la richiesta avanzata merita accoglimento, non apparendo nella disponibilità dell’imputato una diversa organizzazione dei propri impegni” e considerando l’orario di conclusione della trasmissione, secondo il collegio non c’è tempo sufficiente affinché Berlusconi si organizzi il viaggio per arrivare al Palazzo di Giustizia di Milano nel pomeriggio per partecipare all’udienza così come aveva chiesto il procuratore aggiunto Ilda Boccassini. Per questo il processo è stato rinviato al prossimo 11 febbraio quando verrà sentita come testimone in aula il pm minorile Anna Maria Fiorillo che deporrà sulla ormai nota notte in Questura, quando Ruby venne trattenuta per via di un furto e, in seguito alla telefonata del Cavaliere, affidata alla consigliera regionale Nicole Minetti con il parere contrario del magistrato.