Tanto va la gatta al tasso che ci lascia il milioncino…la coda di paglia di Sabina Guzzanti

di Lucio Fero
Pubblicato il 31 Marzo 2011 14:53 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2011 15:00

ROMA-Il costo del denaro in Europa è? Uno per cento, tra un po’ arriverà a 1,25 e forse a fine anno a 1,50. Significa che le Banche centrali, Bce in testa, se prestano soldi al sistema finanziario lo fanno ad un tasso dell’uno e poi uno e venticinque e poi uno e cinquanta per cento. Non siete tenuti a saperlo, ma saperlo non è difficile e non fa male. Anzi può essere utile, anche se nella vita avete fatto il calciatore e non l’economista, anche se di mestiere fate politica o politica satira. Il costo di un mutuo é? Questo più o meno dovreste saperlo: le banche vi prestano soldi con la garanzia della casa a un tasso tra il quattro e il sei per cento. Si fanno cioè pagare tra il quattro e il sei per cento il loro denaro. Se invece siete voi a prestare soldi, lo sapete quanto lo pagano il vostro denaro? Lo Stato italiano lo ripaga con interessi che vanno dall’uno al cinque per cento a seconda che il prestito sia annuale o decennale. I portoghesi che stanno inguaiati il vostro denaro lo ripagano con interessi all’otto per cento, i greci che sono alla frutta e oltre pagano circa il dieci per cento. Questo gli Stati, le banche vi pagano i vostri soldi che prestate loro tra il 2,5 e il 5 per cento. Se offrono di più sono banche o aziende con l’acqua alla gola e prestando loro soldi rischiate di perderli in tutto o in parte quei soldi.

Dunque, dall’uno e spiccioli per cento dei Bot, al quattro dei Btp decennali, al cinque delle obbligazioni bancarie o di aziende, all’otto, massimo dieci degli Stati a rischio insolvenza. Ora arriva uno a casa vostra, bussa e vi dice: prestami i tuoi soldi e io te li ripago al 12, forse 14 per cento. Voi che pensate, di essere stati prescelti dalla fortuna, che tutti gli altri sono tutti fessi? Che il vostro “uno che bussa” è un mago? Se pensate così siete molto ingenui e ingenui è nel caso parola dolce. Ingenui e anche un po’ ingordi. Ingordi non perché guadagnarci e arricchirsi sia “male”, ma perchè guadagnarci e arricchirsi gratis non è di questo mondo. Mentre di questo mondo, da che mondo è mondo, è l’abbracciarsi e il reciproco sostenersi tra ingenuità e ingordigia. Tanto va la gatta al tasso che ci lascia il milioncino.

Cosa abbiano pensato Enrico Vanzina, Samantha De Grenet, Claudia Ruspoli, Titta Madia, Massimo Ranieri, Stefano Desideri, Paolo e Sabina Guzzanti e tanti altri quando Giampiero Castellacci di Villanova, il “Giampi” ora ribattezzato dalle cronache “Il Madoff dei Parioli”, bussava alla loro porta promettendo di pagare i loro soldi con tassi tra il doppio e il triplo del mercato è pensiero che appunto oscilla tra ingenuità e ingordigia. Ma sono affari loro ed erano soldi loro, erano perché “Giampi” di quei soldi ne ha fatto ovviamente sparire parecchi. Affari loro almeno fino a che…Fino a che qualcuno del gruppo non reagisce agitando in pubblico una robusta coda di paglia.

E’ il caso di Sabina Guzzanti. Grida: “Sono stata truffata”. E fin qui non c’è dubbio. Una malevola invidia sociale può spingere a sorridere del fatto che i truffati siano tutti più che meno benestanti. Ma è appunto invidia. Altro sorriso è invece legittimo e quasi doveroso, quello sulla loro ingenuità. Poi la Guzzanti grida ancora: “E’ pazzesco che io debba giustificarmi per aver fatto qualche investimento”. Giusto, la Guzzanti e gli altri come lei non devono giustificarsi di nulla. Però quando la Guzzanti definisce “poverini gasati” quelli che qualche pensiero incuriosito lo affacciano sui blog e “scorretta, vigliacca e spudorata informazione” quella di articoli di giornale che riportano integralmente la vicenda, allora è coda di paglia. Lunga e che ha preso fuoco.

La Guzzanti e gli altri come lei sono stati investitori incauti, ingenui e ingordi. Non si può dire? E perché mai? La Guzzanti e gli altri come lei hanno cercato una remunerazione dei loro investimenti fuori mercato? Non è forse così? La Guzzanti e gli altri non hanno sentito e voluto sentire l’evidente odore di truffa e questo ne fa delle vittime al quanto complici del truffatore. Non è un’offesa, è la realtà. Brucia il fuoco dei soldi persi, ma forse quel che infiamma la coda è anche altro. Quasi tutti in un gruppo di registi, produttori, attori, ex calciatori, avvocati affermati, principesse e parlamentari hanno “scudato”. Cioè in piena legalità hanno riportato o tentato di riportare in Italia soldi a suo tempo illegamente esportati all’estero. Riportarli in patria è legale e molti di loro avevano affidato il rientro a “Giampi” che anche su questo li ha fregati. Tutto legale e in regola, tranne “Giampi”, lo scudo fiscale è legge di Stato. Però apprendiamo dalla vicenda che Tizio, Caio e Sempronio, insomma i nomi di prima, i vip di varie arti e mestieri a sua tempo avevano illegalmente portato soldi all’estero. Non proprio una buona pubblicità per chi fa mestieri pubblici. Anche se nessuno ci fa più caso, non proprio un comportamento di cui vantarsi se si è in Parlamento, in tv, sui giornali. Che sia questo disagio della notizia il cerino che accende la coda di paglia?