Salmo: “Se votate Salvini bruciate i miei cd”. Il ministro: “Apri la mente, fratello”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 novembre 2018 10:32 | Ultimo aggiornamento: 10 novembre 2018 10:32
Salmo a Rolling Stones: "Se votate Salvini strappate i miei cd". Il ministro: "Apri la mente, fratello"

Salmo: “Se votate Salvini strappate i miei cd”. Il ministro: “Apri la mente, fratello” (foto Ansa)

ROMA – Il nuovo nemico di Matteo Salvini si chiama Salmo e fa il rapper. Intervistato da Rolling Stone, il cantante ha detto: “Se state con Salvini STRAPPATE le mie magliette e BRUCIATE i miei CD”. La risposta del ministro su Twitter: “Mamma mia che tristezza, apri la mente, fratello!”.

“Come puoi fare rap nel 2018 e non guardarti intorno? – riflette l’artista di Olbia a colloquio con l’Ansa in occasione dell’uscita del suo album ‘Playlist’ – Prima di tutto i ragazzini devono capire, perché sono malleabili e spesso confusi, vedono Salvini e pensano sia un mito perché è un ‘personaggio’. Io non voglio prendere posizione politica ma questa cosa non la tollero: se sono simpatizzanti di quel filone di pensiero ignorante, non devono ascoltare rap, che è prima di tutto black culture, piuttosto ascoltino i dischi degli skinheads””.

Dalla società fino alla depressione, Salmo mette a nudo i nervi scoperti del presente e della sua vita nel suo quinto album, personale fin dal luogo in cui è stato registrato per la gran parte, il Red Bull Music Studio installato a casa sua.

Questo si riflette nel tono dei brani, specie l’epilogo ‘Lunedì’, il primo ad essere stato realizzato: “Ho detto molti fatti miei – racconta Salmo – Fare rap vuol dire rappresentare, se stessi e il mondo. Nel disco si capisce che ho avuto problemi, con la popolarità, la droga, l’amore e la depressione: per me era doveroso buttare tutto dentro. Cadere nella depressione succede a tutti. Io mi ritengo fortunato perché scrivo, il che è terapeutico: dopo ‘Lunedì’ mi sono sentito rinato. Ma è doveroso anche nei confronti delle tante persone che ci sono passate e si riconoscono. Secondo me dovrebbero farlo tutti i rapper, non solo parlare di catene ma mettersi a nudo, dire la propria idea”.

Questo significa anche entrare a gamba tesa sul presente con spietata onestà, come nel singolo ’90min’. Una crudele analisi sociale torna tra le righe di ‘Stai zitto’ con Fabri Fibra e nella satira sul materialismo di ‘Ricchi e morti’ e ‘Dispovery Channel’ con Nitro: “Questa ondata di rap e consumismo mi fa vomitare: a tutti piacciono le belle cose, ma questo approccio esagerato si riversa sui ragazzini, che magari ai genitori chiedono le Balenciaga anziché il motorino. E così nessuno esce di casa, come nel fenomeno hikikomori in Giappone da cui viene l’ispirazione di ‘Ho paura di uscire’: è in quel posto sicuro che nasce l’haterismo”.

L’antidoto è mostrarsi vulnerabili, come avviene nel lato B, tra la ballad d’amore ‘Il cielo nella stanza’ con la topliner Nstasia e la furente ‘Ora che fai?” (“Senza volerlo questo è il mio disco più concettuale”), mentre le ispirazioni desert rock di ‘PxM’ e ‘Tie” contrastano con gli spunti melodici dei featuring di Coez e Sfera Ebbasta (“Noi due insieme siamo come Cristiano Ronaldo e Messi nella stessa squadra”).

Dopo questo album Salmo medita una pausa: “Non è che smetto di fare musica, perché è lei che viene a cercarmi. Ma sono stanco dell’ambiente che si sta creando: i nuovi artisti, magari pure bravi, diventano famosi non per la musica, viene fuori prima il personaggio e alla fine non mi ricordo una loro rima.

Sta diventando sempre più un teatrino, e non voglio ritrovarmi come gli artisti pop che si vedono superati dai ragazzini. Ho bisogno di altri input, rincorro prima di tutto l’arte: la regia mi piacerebbe, amo stare dietro e sviluppare idee”.