Salva Roma, Ignazio Marino: “Mancano i fondi: a rischio raccolta di rifiuti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Marzo 2014 20:27 | Ultimo aggiornamento: 21 Marzo 2014 20:28
Salva Roma, Ignazio Marino: "Mancano i fondi: a rischio raccolta di rifiuti"

Ignazio Marino (Foto Lapresse)

ROMA – Salva Roma, Ignazio Marino dice un nuovo basta: i costi extra che la città sostiene in quanto capitale d’Italia non possono pesare esclusivamente sulle casse del Campidoglio. A rischio la raccolta differenziata dei rifiuti. Il sindaco lo ha detto chiaramente nel suo intervento a Montecitorio, nella Sala del Mappamondo, dove venerdì mattina si è riunita la commissione congiunta Bilancio e Finanze della Camera dei deputati per discutere del decreto legge enti locali. 

Marino ha lanciato anche un altro sos: nel decreto ‘Salva Roma’

“non è più prevista la disposizione che destinava nel triennio 2013-2015 28,5 milioni di euro per il potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti”. 

Raccolta che a Roma è in uno stato davvero pietoso. Sull’annosa questione di dotare la Capitale di fondi specifici legati al suo ruolo, quantificabili secondo il Campidoglio “in alcune centinaia di milioni”, il sindaco ha sottolineato che “non è corretto siano posti a carico esclusivamente del bilancio di Roma”.

Marino chiede un “trasferimento stabile di risorse commisurato ai costi aggiuntivi”, così come avviene in altre capitali europee, una fra tutte Parigi. In più chiede che le risorse che arriveranno con il decreto siano sottratte “alla gabbia del Patto di stabilità” in modo da poter essere liberamente spese dall’amministrazione.

Alla Camera Marino ha illustrato la sua ricetta per curare i conti di Palazzo Senatorio. Dalla “razionalizzazione delle spese” ai risparmi effettuati con la centrale unica per gli acquisti, dalla vendita del patrimonio immobiliare comunale (“abbiamo circa 600 immobili pronti ad essere dismessi, da cui ricavare circa 280 milioni di euro”), fino a “nuovi processi di governance dell’assetto delle aziende partecipate” attraverso liquidazioni, fusioni, incorporazioni e liberalizzazioni.

Il sindaco promette ai romani di non mettere nuove tasse e poi affonda su camion bar e caldarrostai: “E’ normale che paghino come tasse di occupazione del suolo pubblico 3 euro al giorno? Io penso che qualche correttivo vada inserito”.

Poi Marino tocca l’argomento piano di rientro triennale, previsto dal dl enti locali e che il Campidoglio dovrà presentare entro 90 giorni, e prova a lanciare un amo: “Sono sufficienti. Certo se fossero 120 sarebbe meglio ma questo decidetelo voi”. Infine assicura di non volere dilazioni per il termine di approvazione del bilancio 2014: “Lo farò entro il 30 aprile”.

Intanto il M5s va all’attacco chiedendo l’istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare “per accertare eventuali responsabilità penali rispetto alla gestione amministrativa del Comune di Roma”. E Marino subito chiosa: “Firmo anche io per una commissione d’inchiesta per il passato, ditemi dove. Noi ci siamo già costituiti parte civile in molte situazioni e lo saremo anche per altre che ancora non si sono concretizzate”.