Salva Sallusti, “sì a carcere per giornalisti”: vendetta Senato a volto coperto

Pubblicato il 13 novembre 2012 17:47 | Ultimo aggiornamento: 13 novembre 2012 21:09

Alessandro Sallusti (Lapresse)

ROMA – Salva-Sallusti, torna il carcere per i giornalisti che diffamano. Colpo di mano in Aula al Senato col voto segreto. L’Aula di Palazzo Madama ha approvato con 131 si, 94 no e 20 astenuti un emendamento della Lega che prevede il carcere fino ad un anno per i cronisti che diffamano a mezzo stampa, con l’attribuzione di un fatto preciso, ossia il “caso più grave”, precisa il leghista Sandro Mazzatorta, firmatario della norma.

Con l’ok all’emendamento il governo è stato battuto. Il sottosegretario alla Giustizia Antonino Gullo conferma di aver dato parere negativo alla proposta leghista dopo aver invitato il Carroccio al ritiro della norma.

“Questa norma passa con un voto anonimo – è stato il commento del responsabile Giustizia dell’Idv Luigi Li Gotti – voi della Lega avete ottenuto un grande risultato politico”, aggiunge. Idv, Pd e Udc hanno chiesto di sospendere i lavori per capire come procedere ora sul disegno di legge. L’istanza è stata poi accolta e pertanto l’Aula si è aggiornata a mercoledì. La questione è stata deferita alla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama che si riunirà mercoledì alle 12.30.

A chiedere il voto segreto “stavolta è stata la Lega”, precisa il senatore del Carroccio, Roberto Calderoli. ”Abbiamo anche raccolto qualche altra firma – aggiunge Calderoli – ma l’iniziativa è nostra”. L’altra volta a chiedere il voto segreto sulla precedente versione del ddl era stato il segretario dell’Api Francesco Rutelli, insieme ad altri 20 senatori.

Tra gli altri emendamenti votati oggi anche l’obbligo di rettifica, ma entro le 30 righe ed esteso anche agli archivi digitali. Il Senato ha approvato l’emendamento al ddl Diffamazione presentato da Vincenzo Vita e Felice Casson che stabilisce un tetto massimo per le rettifiche, di 30 righe appunto. Nella precedente versione invece il limite era stato tolto. Contestualmente sono state presentate “circa 20 firme di senatori per chiedere il voto segreto su alcuni emendamenti all’articolo 1 e sull’articolo 1 nel suo complesso“. Lo ha annunciato nell’Aula di palazzo Madama il vicepresidente Vannino Chiti.