Salvatore Sfrecola, Corte dei Conti: “Per i politici è meglio la azione penale”

Pubblicato il 18 Giugno 2013 5:49 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2013 22:35
Salvatore Sfrecola, Corte dei Conti: "Per i politici è meglio la azione penale"

Salvatore Sfrecola: sferzata ai politici via Twitter: Preferiscono il carcere che non scontano alle multe che non pagano

Salvatore Sfrecola, presidente della Corte dei Conti del Piemonte, ha reagito con una secca battuta alla presa di posizione dei politici piemontesi dei Consiglio regionale contro l’esame cui sono sottoposti da parte della magistratura contabile.

La battuta è stata affidata, come si conviene di questi tempi, a Twitter:

“Alcuni politici preferiscono essere soggetti all’azione penale anziché a quella risarcitoria del Procuratore della Corte dei conti”.

La cosa è comprensibile: è difficile sfuggire al pagamento delle multe che la Corte dei Conti commina, mentre sono pochi i politici, in quasi 70 anni di storia repubblicana, che abbiano scontato una pena detentiva in carcere, grazie a indulti, condoni, prescrizione, sospensioni e, alla peggio, servizio civile.

All’origine del lancio su Twitter, come riferisce Ottavia Giustetti su Repubblica, c’è

“il provvedimento votato dalla larghissima maggioranza del Consiglio regionale, esplicitamente diretto contro i giudici della Corte dei Conti. Sembra che i politici si sentano vittime di una specie di accanimento da parte loro che da qualche settimana si sono attivati su più fronti per mettere un freno allo spreco di danaro pubblico, in particolare da parte dei gruppi consiliari”.

La mozione approvata è stata rigorosamente

“bipartisan per tutelare l’amministrazione dai nuovi controlli e dalle indagini che i magistrati stanno portando avanti sui rimborsi gonfiati ai gruppi politici. Tutti gli eletti lo hanno votato compatti, tranne tre astenuti: l’ex presidente della Regione, Mercedes Bresso, il consigliere del M5S, Davide Bono, e l’ex «grillino» Fabrizio Biolé. Il documento […] impegna il presidente, Roberto Cota, a incaricare un avvocato per «presentare i ricorsi necessari a tutela della Regione». E impone a governatore e presidente del Consiglio regionale di attivarsi con le altre Regioni per fare un altro ricorso contro […i] nuovi controlli sulle spese dei gruppi e la revoca dei finanziamenti per quelli che, dopo trenta giorni dall’avviso delle anomalie, non si siano messi in regola”.

Valerio Cattaneo, presidente del Consiglio regionale del Piemonte, ha scritto anche un comunicato:

“Bisogna rivendicare il ruolo indipendente e autonomo della Regione come è sancito dalla Costituzione che anche in questo ambito non deve essere calpestata da norme invasive da parte dello Stato”.

Replica Salvatore Sfrecola:

“Il motivo per cui si mobilitano contro di noi è chiaro e non è la difesa dell’autonomia regionale, il problema è che la Corte dei Conti va a toccare immediatamente le loro tasche, ed è la cosa che fa più paura”.