“Salviamo l’ippica”: mozione dei senatori di Pd, Pdl e Terzo Polo

Pubblicato il 22 Dicembre 2011 19:11 | Ultimo aggiornamento: 22 Dicembre 2011 19:51

BOLOGNA – Su iniziativa dei senatori Walter Vitali (Pd), Antonio Tomassini (Pdl) e Giacinto Russo (Terzo Polo) un gruppo di parlamentari della maggioranza ha presentato in Senato una mozione che impegna il Governo ”a istruire immediatamente una sede di confronto con il mondo dell’ippica italiana presso il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali dal quale possa emergere, con la massima urgenza, un piano di ristrutturazione del settore che comprenda anche il reperimento delle risorse necessarie a scongiurare la chiusura delle attivita’ a partire dall’inizio del prossimo anno”.

L’iniziativa segue la lettera che, il 19 dicembre scorso, le associazioni di categoria del trotto, del galoppo e degli ippodromi hanno inviato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti per denunciare la situazione di ”crisi drammatica” del mondo dell’ippica che, a partire dall’inizio del prossimo anno, rischia la chiusura delle attivita’; una ”importante tradizione del nostro Paese e di una realta’ sportiva – sottolineano i senatori – che ha contribuito a diffondere una immagine positiva dell’Italia nel mondo”.

Una crisi aggravata dall’ulteriore ”drastica riduzione” per il 2012 dello stanziamento che l’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (Assi, ex Unire) destina a corse, allevamento e gestione degli ippodromi e che mettera’ tutta la filiera ippica italiana nelle condizioni di ”non avere un futuro, con migliaia di persone da subito prive di lavoro, quindicimila cavalli da destinare al macello con effetti disastrosi sull’indotto e con l’impossibilita’ da parte dello Stato di introitare, come e’ avvenuto nel 2011, circa 180 milioni di euro di imposte”.

Eppure, si evidenzia nella mozione, la raccolta totale dai giochi per il 2011 e’ di ”80 miliardi di euro, di cui 11 sono destinati all’erario, e risulta pertanto difficile pensare che non si possano reperire le risorse necessarie a salvare il settore dell’ippica italiana ristrutturandolo profondamente”.