Salvini a Draghi: io ti do il Quirinale, tu mi dai il governo. Super Mario sfarinato dai partiti

di Lucio Fero
Pubblicato il 25 Gennaio 2022 - 09:45
Salvini a Draghi: io ti do il Quirinale, tu mi dai il governo. Super Mario sfarinato dai partiti

Salvini a Draghi: io ti do il Quirinale, tu mi dai il governo. Super Mario sfarinato dai partiti FOTO ANSA

Salvini ha detto a Draghi: possiamo votarti come Capo dello Stato. Ma non si è fermato qui, ha aggiunto: se ci dai garanzie preventive sul chi guida e come è fatto il governo che verrà dopo il tuo. Un governo che dovrebbe essere molto meno tecnico e un po’ più verniciato di destra di quello attuale. Salvini a Draghi: ci stai? Draghi, prima ancora di starci o no, ha risposto che garanzie di questo tipo non può darne. A Salvini sembra un’ottima idea avere al Quirinale la garanzia del sostegno Ue e al governo, in mani politiche e non tecniche, la gestione reale di ciò che Draghi/garanzia fa arrivare. Il sostegno però a Draghi presidente della Repubblica viene così però legato ad una pre condizione così stringente e massiccia da non essere più…un sostegno. Piuttosto uno sfarinamento dell’ipotesi Draghi capo dello Stato e di Draghi stesso.

Meloni: Draghi for elezioni

Alla Meloni Draghi presidente della Repubblica non dispiace, anche qui però ad una condizione pesante e stringente. Meloni non la chiede a Draghi, la chiede alle cose: pensa che con Draghi al Colle un governo presieduto da chiunque e chiunque siano i ministri sia tra l’impervio e l’impossibile. La Meloni pensa che Draghi via da Palazzo Chigi sia la strada che porta alle elezioni nel 2022 e non nel 2023, l’unico vero traguardo nella testa di FdI. Nella strategia della Meloni Draghi è una sorta di tappo da far saltare sia pure appoggiandolo al Quirinale. L’appoggio della Meloni a Draghi Presidente è quello che i latini chiamavano promuovere per rimuovere. Un altro modo per sfarinare quel che fu Super Mario.

Forza Italia: dopo Berlusconi mai Draghi

Forza Italia conta molti Grandi Elettori in Parlamento ma non ha più bussola e sbanda. Ma una cosa hanno chiara: Draghi al posto che secondo loro doveva e poteva essere di Berlusconi, questo no. Sono oggi anti Draghi per quello che nel calcio i cronisti chiamano “fallo di frustrazione”.

Conte e il “suo” M5S: Draghi al Quirinale no

Giuseppe Conte, potesse, Draghi lo rimanderebbe in Bankitalia. Per rivalsa personale e per calcolo politico che in parte coincidono Conte e la parte di M5S che a lui risponde e si affida sono avvinti al mantra del Draghi resti dove è, cioè non vada al Quirinale. Dell’altra parte di M5S nessuno può dire con certezza, neanche approssimativa, cosa voglia e farà.

Letta: così ci giochiamo Draghi sia per il Quirinale che per il governo

Letta (anche una parte del Pd non vuole Draghi al Quirinale in nome della rivincita della politica, formula che affascina molto la sinistra a sinistra del Pd) rileva che giocando così ci si gioca Draghi. In toto. Non lo si vota come Presidente delle Repubblica e gli si rende di fatto impossibile restare come Presidente del Consiglio. 

Un anno fa…

Appena un anno fa i partiti fecero spazio ed ola a Draghi, consegnandogli non solo un governo ma anche e soprattutto e niente meno l’esplicita missione di difendere la nazione dalla pandemia e di mantenerla in vita economicamente. Un anno dopo i partiti lavorano a sfarinare i poteri, il ruolo, i compiti in fondo l stessa presenza di Draghi.