Salvini e i clandestini: “Ci mettiamo 80 anni a rimpatriare tutti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Settembre 2018 19:23 | Ultimo aggiornamento: 10 Settembre 2018 9:02
Matteo Salvini promette accordi con Paesi africani e asiatici: "Ci mettiamo 80 anni a rimpatriare tutti"

Salvini promette accordi con Paesi africani e asiatici: “Ci mettiamo 80 anni a rimpatriare tutti” (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Matteo Salvini promette rimpatri, e per promettere rimpatri promette nuovi accordi con Paesi africani e asiatici. Entro l’autunno, è la promessa, il ministro dell’Interno metterà a punto accordi con vari Paesi africani e asiatici per il rimpatrio e l’espulsione dei migranti ‘irregolari’ che, in base alle stime del vicepremier leghista sarebbero dai cinque ai settecentomila, arrivati nel nostro Paese negli ultimi anni.

“Stiamo lavorando per fare quello che in vent’anni non si è fatto, accordi di espulsione e rimpatrio assistito con tutti i Paesi di provenienza di questi ragazzi e di queste ragazze: Senegal, Pakistan, Bangladesh, Eritrea, Mali, Gambia, Costa d’Avorio, Sudan, Niger. Attualmente quello che funziona decentemente è quello con la Tunisia, noi organizziamo due charter a settimana per un’ottantina di espulsioni alla settimana. Se espelliamo ogni settimana tra tunisini, nigeriani ed altri cento, ci mettiamo ottant’anni a recuperare i cinque sei, settecento mila immigrati entrati negli ultimi anni”, ha dichiarato Salvini intervistato da Rtl.

“Questo è un dossier su cui sto lavorando, su alcuni paesi siamo già abbastanza avanti, in Tunisia ci andrò a settembre perché i tunisini sono arrivati in più di quattromila quest’anno ed è la nazionalità più presente, in Tunisia non c’è la guerra, non c’è la carestia, non c’è la peste bubbonica e quindi non si capisce perché questi ragazzi debbano scappare. Di accordi ne stiamo preparando con la Nigeria, il Bangladesh, con la Costa d’Avorio”, ha proseguito il ministro.

Ma il titolare del Viminale sottolinea di essere impegnato anche su altri ‘fronti’ e di non avere tempo per leggere le carte dei magistrati. “Il fronte immigrazione è una parte del mio lavoro: l’antimafia, l’anticamorra, l’antidroga, l’antibullismo, la protezione dei ragazzi che vanno a scuola, il blocco delle truffe in rete, le minacce, i femminicidi… Ne ho di fronti, ad esempio le assunzioni dei vigili del fuoco e della polizia che erano ferme da troppo tempo, quindi non ho tempo per annoiarmi né per leggere le carte dei giudici, che siano di Genova, di Agrigento, di Palermo o di Pordenone o di chissà dove. Ci dormo su lo stesso la notte”.