Salvini vuole un patto del sì con Berlusconi e Meloni. E non esclude qualche M5s

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Agosto 2019 10:13 | Ultimo aggiornamento: 12 Agosto 2019 10:38
Matteo Salvini vuole un patto del sì con Berlusconi e Meloni. E non esclude qualche M5s

Salvini, Berlusconi e Meloni in una foto d’archivio Ansa

ROMA – Matteo Salvini conferma quello che si scrive sui giornali e si mormora negli ambienti politici nelle ultime ore: vuole un patto con Berlusconi e Giorgia Meloni. Vuole provare a fare un governo di destra senza M5s di mezzo. O meglio, se riuscisse a portare qualche esule grillino dalla propria parte, tanto meglio. Il leader della Lega si è confessato in una intervista ad Alessandro Sallusti, direttore del Giornale.

“Nelle prossime ore vedrò Berlusconi e la Meloni alla luce del sole”, e in quell’incontro si parlerà “sia di elezioni regionali che di quelle politiche” per “proporre un patto” che avrà per tema “l’Italia del sì contro l’Italia del no”.

A Salvini le vecchie classificazioni non lo appassionano e forse anche non lo interessano davvero più, quindi spinge per andare “oltre il vecchio centrodestra” dove c’è sia Forza Italia che Fratelli d’Italia “e poi ci sono nuove realtà fatte da buoni sindaci e amministratori”.

Salvini apre ad alcuni M5s: “Non sono tutti come Fico o Di Battista”.

Quindi il leader della Lega non intendere escludere nessuno “perché questo è il momento di includere il più possibile” compresi “i tanti governatori e i tanti grillini positivi che abbiamo conosciuto. Non tutti i 5Stelle sono come Fico o Di Battista”. Salvini, invece, non è interessato solamente a “chi è disponibile ad andare con Renzi, e a chi mi ha insultato per mesi”.

“Una manovra scritta da Grillo e Renzi fa paura agli italiani”.

Su Grillo e Renzi, il capo della Lega si chiede poi “dove pensano di andare? Non oso immaginare una manovra economica scritta da quei due e penso che la sola idea faccia paura a tutti gli italiani”, aggiunge, e a lui ad ogni modo non interessano “giochini di potere” e non è disposto a farli: “Riportate al governo la sinistra non sarebbe un male per me ma per l’Italia”.

A Sallusti che gli fa notare che sull’opposto fronte politico sta per nascere un accordo generale anti-Lega, al fine di durare altri 4 anni, Salvini replica che provino pure a giocare sporco “e vediamo che succede”, “le furbate hanno le gambe corte e anche in una simile ipotesi la Lega avrebbe tutto da guadarci: non durano quattro anni e al prossimo giro sparirebbero dalla scena politica”.

“Ho fiducia in Mattarella: non è Scalfaro”.

Matteo Salvini, dunque, continua a confidare in Mattarella, perché il capo dello Stato “non è Scalfaro” poi “non siamo più nel ’94, il paese è profondamente cambiato, la gente ha preso coscienza, sarebbe la prima a opporsi a un simile tradimento della democrazia”. Ma lui non teme di essere messo all’angolo, perché se solo osassero una simile operazione, promette, “vediamo chi viene messo all’angolo nelle tante elezioni regionali che stanno per arrivare dall’Umbria alla Calabria, dalla Toscana all’Emilia-Romagna”. “Andrebbero tutti a schiantarsi sull’altare di Renzi” per il quale l’ultima sua mossa “è la mossa della disperazione”.

Poi una profezia sull’ex premier e segretario Pd: “Se si va a votare subito dubito che rientri in Parlamento”. (Fonte Il Giornale).