Salvini o Bossi, futuro della Lega Nord in mano ai militanti: oggi le primarie

di Alessandro Franzi
Pubblicato il 7 Dicembre 2013 7:36 | Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre 2013 22:12

 

Salvini o Bossi, futuro della Lega Nord in mano ai militanti

Matteo Salvini (LaPresse)

MILANO –  Una cena con i militanti della Brianza per Umberto Bossi. Un volantinaggio di fronte alla stazione di Milano Cadorna con un gruppo di sostenitori per Matteo Salvini. Così i due candidati che si sfideranno domani (oggi 7 dicembre n.d.r.) alle finora inedite primarie per la segreteria federale della Lega Nord hanno trascorso le ultime ore di campagna elettorale.

Nel sabato di Sant’Ambrogio, patrono di Milano, 17.047 militanti con anzianità di iscrizione di almeno un anno potranno dire chi fra l’ex leader e il giovane delfino dovrà raccogliere l’eredità di Roberto Maroni, che dopo un anno e mezzo vuole lasciare la segreteria per dedicarsi al ruolo di presidente della Lombardia. Una campagna per le primarie sotto tono e breve: appena una settimana fa è terminata la raccolta delle firme necessarie a presentare le candidature.

Nemmeno le accuse di Bossi, che prima di agguantare per un soffio le mille firme richieste era arrivato a immaginare “giochetti” per tenerlo fuori dalla corsa, sono riuscite a suscitare all’esterno quell’attenzione che in altri tempi era riservata alla Lega. Invece le accuse a Bossi arrivate negli stessi giorni con la richiesta di chiusura dell’inchiesta della Procura di Milano sull’utilizzo a fini privati dei rimborsi elettorali hanno ricordato a tutti, di colpo, l’origine di questa transizione politica che il movimento sta ancora metabolizzando.

I sondaggi danno per scontata l’elezione del milanese Salvini, che, a 40 anni e con il sostegno di Maroni, sarebbe il primo segretario leghista della nuova generazione (e il primo non di Varese). Punta tutto sulla lotta a “questa Europa”, visto che il primo test elettorale sarà proprio per il Parlamento Ue, a maggio. “Voglio una Lega di battaglia, dobbiamo ricostruire tutto a partire dall’euro, una moneta criminale che sta ammazzando imprese, stipendi e pensioni, anche a costo di uscirne”‘.

Dovrà rubare spazio a Grillo e, forse, a Berlusconi, ma Salvini, da anni deputato europeo, promette che i suoi alleati saranno gli euroscettici come il Front National di Marine Le Pen, attesa al congresso di Torino che il 15 dicembre ratificherà la nomina del nuovo segretario, con rappresentanti delle destre di Olanda e Austria ma anche parlamentari russi vicini a Putin. Ironia della storia, a 72 anni, Bossi questa volta parte in rincorsa per riconquistare la sua creatura politica. L’idea di una Lega di lotta non è così diversa da quella di Salvini, ma a tracciare un solco è proprio il cambio di generazione in corso: “La mia candidatura era necessaria per far tornare la Lega una grande famiglia. Eravamo un partito da 15%, poi sono arrivati i Tosi e hanno sfasciato tutto”. Se Bossi perderà resterà presidente, ha garantito Salvini. Ma quando domani si conosceranno i numeri, si vedrà quale Lega il nuovo segretario si troverà a governare. Se unita o divisa come qualcuno è pronto a scommettere. Le primarie sono “‘un esperimento nuovo, ma ho voluto farlo per dare davvero la parola ai militanti, quelli che tengono viva l’azione politica della Lega”, ha detto il segretario uscente, Maroni, che domani durante lo spoglio sarà, nella veste di governatore, alla Prima della Scala con il presidente Napolitano. Anche questo il segno dei tempi cambiati. (ANSA)