Salvini: no cittadinanza a Ramy per peccato familiare

di Lucio Fero
Pubblicato il 26 marzo 2019 9:57 | Ultimo aggiornamento: 26 marzo 2019 13:18
Matteo Salvini: no cittadinanza a Ramy per peccato familiare

Salvini: no cittadinanza a Ramy per peccato familiare (nella foto Ansa, Ramy ospite a Porta a Porta)

ROMA – Salvini: “Non parlo dei ragazzini di 13 anni, non fatemi dire altro…se qualcuno la cittadinanza non la chiede e non la ottiene per 20 anni, fatevi una domanda e datevi una risposta”. Molto allusivo il ministro degli Interni, poco preciso sui particolari ma chiarissimo nella sostanza: “non ci sono le condizioni” per la cittadinanza italiana al ragazzo egiziano del bus perché qualcun altro in famiglia…

Chi, cosa in famiglia? I giornali si sbizzarriscono e allineano ipotesi più o meno ardite o sussurrate appena. Il papà? Furto? falso? Favoreggiamento immigrazione clandestina che è il peccato più grande che c’è? Il papà davanti ai giornalisti accenna a fedina penale pulita. La sostanza è che nessuno sa nulla di preciso. Ma il venticello corre veloce e spira rapido, se sia venticello di calunnia o refolo di informazione si vedrà.

I fatti sono che il ministro degli Interni che dovrebbe sapere per certo, per certo allude, suggerisce. Dice e non dice Salvini. Tanto con quei tanti voti che si ritrova può fare quel che gli pare, perfino alludere ad un peccato familiare, forse un reato?

E se anche fosse? La legislazione trasferisce l’inaffidabilità sociale di padre in figlio, fratello in sorella, madre in figlia (o la linea femminile è esclusa?) E i cugini? Fino a quale grado di parentela? E i nipoti? Quando è stata varata questa legislazione che valuta e pesa il quoziente familiare criminale e non la singola responsabilità? Ci è sfuggita. O è nel decreto sicurezza appena votato? O è nella testa di Salvini questa suprema e nuova legge per cui se in famiglia…

Questo peccato familiare cui il ministro degli Interni allude come ostativa alla concessione della cittadinanza italiana al ragazzino somiglia come goccia d’acqua ad un peccato originale. Da cui è dura e lunga emendarsi, altro che un atto di buona volontà. Ci vuole un battesimo, una conversione. Peccato originale quale? Ma dai, che domanda. Famiglia di immigrati che non chiede cittadinanza italiana, famiglia che perché non lo ha fatto? Peccato originale di immigrazione. Da cui discendono tutti i doverosi sospetti e le doverose cautele che Salvini nutre e semina e cui Salvini si attiene.

E non c’è da stupirsi né da additare come stramba assai la circostanza per cui il ministro degli Interni si rifà ad una legislazione mai scritta in cui vige il quoziente familiare criminale. Legislazione mai scritta e però viva e vegeta e in crescente salute nel pensare e nel vivere quotidiano di moltissimi italiani tra cui Salvini.

Solo russi e ungheresi ci precedono nella classifica dei popoli che ritengono l’immigrazione peggiori il proprio paese. Era ancora il 2016 ed era questa l’opinione, il sentimento rilevato da studio e sondaggio su scala internazionale. E dal 2016 ad oggi il sentimento si è rafforzato, la gente pensa gli immigrati peggiorino, rovinino l’Italia. Quindi se uno zio, un cugino, un affine, un parente…di quella famiglia in blocco è giusto e giustificato diffidare in blocco, sono immigrati. Ma tranquilli, non è razzismo, neanche xenofobia. E’ pensiero di popolo e ora anche di governo. Quindi stiamo sereni.

Ultimo ma non ultimo: vista la situazione se il baraccone e il circo dell’informazione si desse una pausa panino ogni tanto…I ragazzini che faranno i Carabinieri, i ragazzini in tv, i ragazzini carne da tv, i ragazzini cui il giornalista ossessivamente domanda come faccia vivere senza cittadinanza, il grottesco dialogo tramite mass media tra il ministro e il ragazzino, la suspence mediatica sull’incontro Salvini-ragazzino e ora il, giallo del chi è il cattivo nella famiglia del ragazzino…Una pausa panino ogni tanto, anche nei circhi trapezisti, clown e cavallerizzi conoscono l’arte e l’utilità del fermarsi, ogni tanto e a un certo punto.