Salvini a Repubblica: “Qui comando io”. Di Maio: “Da Berlusconi a Renzi, ne abbiamo visti tanti…”

di Dini Casali
Pubblicato il 1 aprile 2019 10:39 | Ultimo aggiornamento: 1 aprile 2019 12:35
Salvini a Repubblica: "Qui comando io". Di Maio: "Da Berlusconi a Renzi, ne abbiamo visti tanti..."

Salvini a Repubblica: “Qui comando io”. Di Maio: “Da Berlusconi a Renzi, ne abbiamo visti tanti…”

ROMA – “Penso che il governo debba andare avanti e spero che non sia vera questa frase di Matteo Salvini che vedo su Repubblica: se fosse vera sarebbe grave” . Così il vicepremier Luigi Di Maio rispondendo ad una domanda a proposito del titolo di apertura del quotidiano La Repubblica: “Salvini, qui comando io”. “Se fosse vera sarebbe gravissima – dice Di Maio – . Ci auguriamo smentisca, anche perché di uomini soli al comando come Renzi e Berlusconi ne abbiamo già avuti. Se c’è qualcuno che comanda per noi sono gli italiani”.

Insomma la fibrillazione tra i due alleati continua, nell’ultima settimana ci si è messo anche il Congresso delle Famiglie organizzato a Verona e contro il quale sono risuonate più forti e chiare critiche e prese di distanza di M5S, con la Lega costretta a difendersi dal fuoco amico prima che da sinistra, femministe e sindacati. Se il ministro della Famiglia Fontana è ancora scosso per il trattamento ricevuto (“Ci accusano di essere nemici delle donne, ci danno dei fanatici, ci coprono di insulti quotidiani”), Salvini ostenta tranquillità.

“Come si dice a Oxford sono ‘cassate’… che leggo sui giornali dal primo giorno che abbiamo giurato. Dicono che siamo litigiosi, fascisti, razzisti… Dopo nove mesi gli italiani hanno toccato con mano: abbiamo fatto tante cose e tante le stiamo preparando. Al di là delle chiacchiere che posso fare con il presidente Conte davanti a un buon bicchiere di rosso, il Governo va avanti, figurarsi se mollo”.

Sarà, ma intanto il logoramento reciproco procede inesorabile, mentre il povero ministro dell’Economia Tria deve ammettere, a dispetto delle trionfali e avventate previsioni iniziali del governo,  la crescita zero nel 2019 di un’Italia a trazione gialloverde che però sembra aver ingranato la retromarcia. (fonte La Repubblica)