Salvini: “Auguri a Di Maio se fa governo col Pd. Io non tradisco Forza Italia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 marzo 2018 9:40 | Ultimo aggiornamento: 28 marzo 2018 9:40
Matteo Salvini al Corriere: "Auguri a Di Maio se fa governo col Pd. Io non tradisco Forza Italia"

Salvini: “Auguri a Di Maio se fa governo col Pd. Io non tradisco Forza Italia” (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Matteo Salvini intervistato dal Corriere della Sera avvisa Luigi Di Maio e il Movimento 5 Stelle: il succo è che ci sarebbero dei punti in comune tra Lega e M5s ma se vogliono governare col Pd sono liberi di farlo.

Tutte le notizie di Blitzquotidiano in questa App per Android. Scaricatela

“Ci sono tre parole chiave: lavoro, tasse e sicurezza. Io credo che anche ai 5 stelle possa interessare un dialogo su questi temi. Credo che alcuni dei nostri punti fermi, lo stop alla Fornero, l’approccio sull’immigrazione e la sicurezza possano riguardare anche loro. L’autonomia e, in chiave futura, il federalismo sono temi diventati patrimonio comune. Però, ci deve essere volontà di confronto”.

“Io non parto escludendo Fi” e dice no “a tecnici o figure esterne”. Sulla possibilità che una parte dei Democratici possa sostenere un governo Di Maio, Salvini commenta: “Mi stupirei dei 5 stelle. A differenza di altri, soprattutto a sinistra, io sono convinto che gli italiani quando votano abbiano ragione. Il Pd ha perso, sarebbe davvero bizzarro che una forza che si vuole rivoluzionaria si facesse stampellare dagli sconfitti. Se Di Maio vuole governare col Pd, auguri. È vero, però, che ci sono alcuni ambienti, soprattutto europei, che fanno il tifo perché il Pd torni comunque al governo. Per me, il governo sarebbe un onore e una responsabilità enormi. Ma non è questione di vita o di morte. Se per altri sì, vedano loro”.

“Mi ha fatto piacere – dice anche Salvini su di Maio – il riconoscimento sulla mia affidabilità. Per questo, mi sono stupito di un atteggiamento del tipo ‘o comandiamo noi o niente'”. Sulle probabilità di tornare alle urne, secondo Salvini “a oggi” sono al “50 per cento. Non è quello per cui io lavoro e non faccio di certo il calcolo che nelle urne incasserei di più. Ma si sappia che se mi rendessi conto che non c’è una via di uscita, che nessuno è disposto a fare passi indietro, bisognerebbe tornare a chiedere agli italiani”. “Io – aggiunge sulla legge elettorale – sarei per una legge che assegna il premio di maggioranza a chi arriva primo, come già sarebbe stato opportuno fare dall’inizio”.