Salvini chiude i porti anche per Higuain: “Mercenario, a Milano non farti più vedere”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 gennaio 2019 13:19 | Ultimo aggiornamento: 28 gennaio 2019 13:19
Salvini chiude i porti anche per Higuain: "Mercenario, a Milano non farti più vedere"

Salvini chiude i porti anche per Higuain: “Mercenario, a Milano non farti più vedere”

ROMA – Tra una nota per ribadire il no allo sbarco dei migranti della Sea Watch, un tweet per dire che l’aumento del biglietto della metro milanese è un’idea stupida e un post sulla prima colazione, il ministro/ultrà Matteo Salvini ha trovato il tempo per un’intervista radiofonica in cui avverte il centravanti argentino Gonzalo Higuain che in Italia non è più persona gradita. 

“Spero che Higuain non si faccia più vedere a Milano, si è comportato in maniera indegna”, ha dichiarato stamattina a Rtl. “Non mi piacciono i mercenari”, ha aggiunto. Insomma porti chiusi anche per il Pipita, reo di essersi trasferito al Chelsea per seguire il suo maestro Sarri abbandonando la nave milanista. La confusione di ruoli di un ministro che parla la lingua del tifoso, o del tifoso che si ritrova seduto sulla poltrona del titolare della sicurezza di uno Stato come l’Italia, ha superato da tempo i livelli di guardia. 

La prima reazione che viene in mente, segnala Il Sole 24 Ore, sarebbe quella “di derubricare queste dichiarazioni a bieco chiacchiericcio da bar, neanche meritevole delle attenzioni della cronaca”, ma come si fa? E’ lo stesso ministro che in gioventù cantava il coro “Vesuvio lavali col fuoco” indirizzato ai napoletani, che si è fatto fotografare con il capo-ultrà milanista con precedenti penali, che per risolvere il problema della violenza negli stadi vorrebbe convocare i rappresentanti del tifo organizzato, scambiando il problema con la soluzione. 

Mancava il foglio di via preventivo che sembra una battuta se a proporla è un tifoso deluso al bar, mentre suona come una minaccia se esce dalla bocca del ministro cui fanno capo le forze dell’ordine. Ha il vizio, il ministro, di additare al pubblico ludibrio chi non la pensa come lui, ignorando volutamente la sproporzione nei rapporti di forza. Migranti o pallone, politica o tifo, per lui non fa differenza. Avanti il prossimo.