Salvini, il tweet del militante Pd: “Se vedessi suo figlio vittima di incidente…”

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 settembre 2018 9:18 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2018 9:18
Salvini, il tweet del militante Pd: "Se vedessi suo figlio vittima di incidente..."

Salvini, il tweet del militante Pd: “Se vedessi suo figlio vittima di incidente…”

ROMA – “Se vedessi sulla strada il figlio di Salvini vittima di un incidente stradale, passerei avanti dicendo Prima i piddini”. Così ha scritto su Twitter Giuseppe Rotondo, militante Pd e fondatore del sito “Insieme per il Pd”. Un attacco carico d’odio che fa il verso al vecchio refrain di Salvini che tra l’altro campeggia a caratteri cubitali sulla sua immagine di copertina: “Prima gli italiani”. Ma che non è certo sfuggito al diretto interessato. E’ stato infatti lo stesso vicepremier e leader della Lega a rilanciare il tweet commentando duramente. “Cretino, lascia fuori dalle polemiche i miei figli”.

Rotondo, che su Twitter scrive di occuparsi di “Ricerca e Innovazione. Comunicazione e marketing. Relazioni pubbliche. Non profit fundraising”, si è rapidamente eclissato, chiudendo il suo profilo. Ma il macabro tweet è stato fotografato e rilanciato dallo stesso Salvini che nel post scriptum non può fare a meno di sottolineare: “Il signore si dichiara iscritto al Pd”.

Da parte di Rotondo sono poi arrivate pubbliche scuse a Matteo Salvini e alla sua famiglia: “La mia è stata un’uscita infelice e inopportuna, di cui  riconosco la gravità e della quale mi assumo pienamente la responsabilità. Avrei voluto raccontare un paradosso, e invece ho commesso un grave errore, con il risultato di una frase ingiustificabile, nella quale non mi riconosco affatto. Averla condivisa sui social, poi, ha provocato un effetto a valanga, di un pensiero mal espresso. Mi sento anche di chiedere scusa al Partito Democratico di Milano, perché le mie parole non sono in alcun modo compatibili con i valori che io stesso in questi anni ho portato avanti, come il rispetto e il rifiuto dell’odio nei confronti dell’avversario politico”.