Sblocca Cantieri, Salvini molla un po’, Di Maio pure. Lega e M5s esultano: “Accordo raggiunto”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 giugno 2019 14:47 | Ultimo aggiornamento: 4 giugno 2019 18:24
Governo. Salvini molla un po', Di Maio pure: Sblocca Cantieri non  è il pretesto giusto per tuffarsi al voto

Salvini molla un po’, Di Maio pure: Sblocca Cantieri non è il pretesto giusto per tuffarsi al voto (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Accordo raggiunto tra Lega e M5s per lo sblocca cantieri. “Siamo soddisfatti”, hanno detto i capigruppo al Senato della Lega, Massimiliano Romeo, e di M5s, Stefano Patuanelli. Anche il vicepremier leghista Matteo Salvini ha commentato: “Non mi interessano le operazioni di Palazzo. Basta che questo governo ritorni a lavorare e viaggiare come un treno”.

Nel pomeriggio del 4 giugno la situazione sui cantieri sembra essere stata sbloccata. I capigruppo del Senato in una nota hanno dichiarato: “Siamo soddisfatti per l’accordo trovato sul decreto sblocca cantieri. Al contempo, sarà garantito il rispetto delle norme e del lavoro già fatto nelle commissioni parlamentari. Saranno anche garantite le soglie già in vigore per i subappalti e salvaguardati gli obblighi di sicurezza per le imprese. Abbiamo svolto un normale lavoro parlamentare che porteremo come maggioranza in commissione e poi in Aula al Senato”. 

Anche Salvini da Ferrara ha commentato: “L’ho detto prima delle elezioni, lo ripeto dopo le elezioni: la mia parola, la nostra parola vale più dei sondaggi, vale più di mille confronti. Io voglio andare avanti a lavorare con questo governo. Non mi interessano operazioni di Palazzo: basta che questo Governo ritorni a lavorare e a viaggiare come un treno e qualcuno la smetta di dire no perché è il momento dei sì, c’è bisogno di dire dei sì, di sbloccare cantieri, strade, autostrade, porti, aeroporti, ferrovie. Sono fiducioso”.  

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Il vicepremier leghista ha poi dichiarato: “Voi non mi credete mai quando vi dico che sono ottimista e che i problemi si risolvono. Ci stavamo lavorando da ieri notte. Poi fra persone di buonsenso l’accordo si trova. Alla Lega e a me interessava che i cantieri venissero sbloccati, si tagliasse burocrazia e tornare a sistemare una scuola, una strada, una palestra, una casa di riposo fosse semplice perché il codice per gli appalti inventati dalla sinistra bloccava tutto e tutti. Se l’accordo c’è si va avanti e l’Italia si sblocca”.

Dal canto di M5s, a commentare lo sblocca cantieri è stata Paola Taverna: “L’accordo raggiunto sullo Sblocca Cantieri è una buona notizia. Adesso andiamo avanti con salario minimo, flat tax e autonomie. Siamo pronti a confrontarci appena avremo a disposizione le proposte della Lega. Serve un dialogo costruttivo, come abbiamo sempre fatto portando a casa provvedimenti fondamentali. Penso al Reddito di Cittadinanza, a Quota 100. E’ solo l’inizio, il MoVimento 5 Stelle ha ancora tanto da fare”.

Salvini molla un po’, finge di essere stato almeno un po’ convinto da Conte. Conte gli ha detto che Decreto Sblocca Cantieri sta morendo in Parlamento per mancanza d’aria. Arai da calendario, tra un po’ scadono i 60 giorni per far diventare legge il Decreto. Quindi ogni emendamento, anche quello della Lega che abolisce per due anni Codice Appalti, diventa occasione per tirarla in lungo e far fare a tutto il Decreto una pessima fine. Salvini fa un po’ finta di crederci e, niente meno, arriva la notizia che Salvini e Di Maio si sono parlati al telefono.

 

Che due vice premier dello stesso governo si parlino finalmente al telefono viene salutata come breaking news o quasi (mica ovvia normalità) e come segnale che gli aruspici interpretano come presagio che al crisi non si fa. Non qui, non adesso. Perché anche Di Maio molla un po’: l’emendamento della Lega non  è più sblocca tangenti ma diventa comprensibile esigenza da commisurare a…e comunque contemplare nell’ambito del provvedimento…Previsione che monta: un bel voto di fiducia su Decreto Sblocca Cantieri. Già ma quale Decreto, con o senza emendamenti? E quali?

Ma in fondo e al fondo la questione non è di emendamenti. E’ che tuffarsi in crisi ed elezioni anticipate dal trampolino del Decreto Sblocca Cantieri appare a tutti alquanto angusto. Piccola è la piattaforma per prendere lo slancio. Non è che in nome e ragione e immagine e sostanza di quell’emendamento Di Maio potrebbe gridare agli elettori: Salvini sta con chi traffica e ingrassa in appalti. E non è che su questa piccola piattaforma Salvini potrebbe gridare al voto contro M5S che ammazza l’economia.

Troppo poco e troppo presto per tuffarsi al volo nel voto anticipato. Ci son ben altri trampolini per il gran tuffo: la Flat Tax (ma qui Di Maio ha già mollato). Le autonomie delle Regioni del Nord. La separazione della carriere dei magistrati. La Tav. E piattaforma da cui saltare più in alto di tutte, almeno per la Lega, la risposta vera da dare alla Ue. Per Salvini la risposta è…un vaffa. No, non è lo Sblocca Cantieri il pretesto giusto per lasciarsi tra Lega e M5S. Altri e più consistenti ne verranno, sono in fila uno dietro l’altro. Fino a fine giugno c’è tempo per usarli. La volontà non manca.