Salvini dà una mano ai No Vax, vuole decreto bimbi non vaccinati restino in classe

di Lucio Fero
Pubblicato il 6 Marzo 2019 14:57 | Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2019 17:53
Salvini dà una mano ai No Vax, vuole decreto bimbi non vaccinati restino in classe

Salvini dà una mano ai No Vax, vuole decreto bimbi non vaccinati restino in classe

ROMA – Salvini dà una mano ai No Vax. Il Ministro degli Interni magari la spiegherà in altro modo la sua ultima mossa. Magari dirà che è per garantire il diritto all’istruzione. Magari Salvini sosterrà che è solo per buon senso e per non far torto a nessuno. Ma chiedere, invocare, preparare, evocare e fare incombere niente meno che un decreto legge che imponga la permanenza a scuola e in classe dei bambini non vaccinati è in concreto una concretissima e robusta mano ai genitori No Vax.

Avvicinandosi la scadenza di marzo, i genitori No vax a norma di legge (una legge diventata via via più permissiva) devono (dovrebbero) scegliere. Persistere nel tenere non vaccinata la propria prole e quindi subire l’auto difesa della collettività che non accetta il possibile contagio, oppure far vaccinare. Ma il No Vax non vuole solo sia possibile perseguire la sua scelta, vuole anche imporre agli altri le conseguenze della sua scelta privata. Il No vax è: io non vaccino, tu resto del mondo ci devi stare, zitto e buono devi stare alla mia scelta.

Il luogo dove il No Vax vuole esercitare il suo diritto estendendone le conseguenze e il danno anche a carico degli altri è appunto la scuola. Qui appare evidente: bimbi non vaccinati in classe rendono impossibile la frequentazione scolastica a bambini con sistema immunitario debole che non possono vaccinarsi. E bambini non vaccinati in classe impediscono la cosiddetta immunità di gregge, insomma sono vettori di diffusione e circolazione degli agenti patogeni contro i quali non sono stati vaccinati. Quindi la legge dice: se non sei vaccinato non puoi stare in classe con gli altri. Se hai scelto come genitore di mettere la tua privata scelta al di spora e prima dell’interesse collettivo, se della salute pubblica te ne freghi, allora non puoi pretendere di esercitare il tuo diritto senza riconoscere alcun tuo dovere.

Ma il genitore No Vax pretende: non vaccina e pretende per i suoi figli scuola con e come tutti gli altri. Ora il genitore No Vax stava per essere messo alle corde dal calendario, dal calendario della legge. Ed ecco Salvini che interviene a dare al genitore No Vax robusta e concreta mano. Salvini ha fatto richiesta scritta alla Ministra della Sanità Giulia Grillo perché venga “differita” la data del 10 marzo. Cioè? Il 10 marzo è il giorno delle scelta per i genitori No Vax: o vaccino o figlio non a scuola. E Salvini dice: spostiamo la data. A quando? All’anno del mai e al giorno del poi. Quel che Salvini vuole e per nulla nasconde è che i bambini non vaccinati restino a scuola e in classe dove sono e che l’obbligo vaccinale sia una legge di Pulcinella.

Salvini probabilmente spiegherà e probabilmente sarà intimamente e sinceramente convinto che un decreto annulla legge vaccini sia solo e soprattutto una misura pratica, pragmatica, qualcosa per non creare problemi a scuola. In realtà è l’istinto culturale più genuino di Salvini che si vede con chiarezza in questa voglia di decreto come questo. Vaccini, obbligo vaccinale, biologia, immunologia…appaiono a Salvini come terreni presidiati da tribù estranei ed ostili: scienziati, intellettuali, élites, sinistrorsi…Salvini diffida di gente così, se gente così ha detto che i vaccini devono essere obbligatori almeno in certi casi e fino ad una certa percentuale di vaccinati, d’istinto a Salvini viene da dubitare visto il pulpito da cui viene la predica. Quindi il 10 marzo i No Vax alle strette e sanzioni per chi non vaccina? Ma quando mai, Salvini si ribella e chiede di fermare questa prepotenza…scientista. Non era stato lui stesso, Salvini, a dire a suo tempo che 10 vaccini gli sembravano troppi da fare? E chi glielo aveva detto a Salvini? Nessuno, era andato ad occhio, a naso. Con il sicuro istinto dell’incompetenza sovrana