Salvini: “Parlamento si esprima prima di Ferragosto”. E’ guerra tra ex alleati. Di Maio: “Superbia non porta lontano”

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 10 Agosto 2019 14:30 | Ultimo aggiornamento: 10 Agosto 2019 15:23
di maio e salvini

Di Maio e Salvini in una foto Ansa

ROMA – “L’unica cosa che mi aspetto è che il Parlamento si esprima il prima possibile, non dopo Ferragosto ma prima di Ferragosto“. A dirlo è il leader della Lega, Matteo Salvini, rispondendo a Policoro alle domande dei giornalisti sulla crisi di Governo. “Io – ha aggiunto – guardo avanti e sto preparando un Governo stabile, coraggioso e serio per gli italiani. Se non fossero arrivati tutti No, non avremmo fatto quello che abbiamo fatto”.

Le parole di Matteo Salvini arrivano dopo la guerra a distanza con Luigi Di Maio combattuta fin dalla mattinata sui social. Gli ex alleati se le sono date di santa ragione. Salvini, oltre che con M5s e con il Pd, dopo aver archiviato la contestazione con cui è stato accolto a Peschici (e oggi si è replicato a Policoro con tanto di lancio di acqua in faccia), ha dato un’occhiata ai giornali e se l’è presa con i tedeschi.

Su Twitter, il ministero dell’Interno ha scritto queste parole: “Il tg del primo canale pubblico tedesco sostiene che ‘Salvini premier sarebbe da pelle d’oca’. In Europa si devono rassegnare: l’Italia ha rialzato la testa e vuole decidere liberamente del proprio futuro”. Poi ha cercato di rassicurare i mercati in fibrillazione già dalla giornata di ieri, assicurando che il nuovo governo lavorerà alla manovra in contatto con l’Unione Europea. A chi, come Repubblica, ha scritto della volontà di un esecutivo da lui guidato di uscire dall’Euro, il leader leghista ha risposto: “Non è stata mai in cantiere l’ipotesi di uscita dall’Europa e dall’euro. Questa è l’ennesima fantasia di Repubblica e la lascio su Repubblica”.

Più tardi è arrivato un secondo tweet con cui ha risposto a Papa Francesco che aveva parlato del pericolo dei sovranismi e delle dittature: “Non siamo più negli anni Trenta, nel nostro Paese non ci sono Hitler all’orizzonte e chi governa in Italia lo decidono gli italiani”. Bergoglio, nella giornata di venerdì 9 agosto, in un’intervista era stato molto duro con i politici della destra sovranista in crescita in tutta Europa e non solo. Queste le sue parole: “Io sono preoccupato perché sento dei discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel 1934. ‘Prima noi. Noi, noi’. Sono pensieri che fanno paura. Il sovranismo è chiusura. Un Paese deve essere sovrano, ma non chiuso. La sovranità va difesa, ma vanno protetti e promossi anche i rapporti con gli altri paesi, con la Comunità europea. Il sovranismo è un’esagerazione che finisce male sempre: porta alle guerre”.

L’affondo più duro è stato però riservato, da Salvini, agli ex alleati, accusati di offende ed insultare e di voler fare accordi di nascosto con il Pd per prolungare la legislatura, ipotesi negata con forza sia da M5s, sia dal Pd: “Agli insulti di grillini e kompagni rispondiamo solo con la forza delle nostre idee. Bacioni e prima gli italiani”. 

Per quanto riguarda il Pd, in causa sarebbe stato chiamato Renzi: sarebbe lui a cercare alleanze per rinviare il voto. Il diretto interessato ha negato però con forza questo scenario. Stessa cosa ha fatto tutto il Pd.

Di Maio e l’affondo contro Salvini: “Superbia non porta lontano”

La risposta di Di Maio non si è fatta attendere ed è arrivata con un lungo post su Faceook: “Queste cose nella storia si pagano, l’ho detto anche nell’ultima telefonata a Salvini prima della fine. La superbia non ha mai portato lontano nessuno”. Per attaccare Salvini, Di Maio ha citato l’esempio di Matteo Renzi che, a suo giudizio, pagò l’atteggiamento nei confronti di Enrico Letta di cui prese il posto a palazzo Chigi malgrado avesse garantito ‘Enrico, stai sereno’. “Anche l’inganno prima o poi si paga – ha scritto Di Maio – . Basta vedere che fine ha fatto quello dello ‘stai sereno’”. 

Di Maio ha poi analizzato la situazione ed ha accusato Salvini di voler mettere davanti a tutto i sondaggi: “Gli italiani stanno affrontando una crisi di governo assurda voluta dalla Lega. Evidentemente in questo anno la Lega ha passato il tempo a controllare i numeri dei sondaggi. Noi invece pensiamo che ci siano numeri più importanti da guardare: quelli relativi alle persone che ora hanno un lavoro stabile, quelli sulle redistribuzioni di migranti, le persone aiutate con quota 100 o dei vecchi dinosauri che non prendono più il vitalizio grazie a noi”.

Il capo politico di M5s ha proseguito: “Così, hanno fatto cadere il primo Governo vicino al popolo dopo decenni di sanguisughe, portandoci a votare in autunno. Non si votava in autunno dal 1919, non so se lo sapevate. Esattamente da 100 anni. In queste ore mi sembra che siano proprio in preda al panico, provano ogni giorno in tutti modi ad arrampicarsi sugli specchi per giustificare una scelta che è stata fatta per puro egoismo. È così, senza giri di parole. Così egoistica da fargli rivoltare contro i loro stessi sostenitori, che da giorni sulle loro pagine social hanno iniziato ad attaccarli”.

Secondo Luigi Di Maio, “gli italiani non volevano e certamente non meritavano una crisi di governo a Ferragosto”.

Di Maio e l’appello per la votazione in Aula sul taglio dei parlamentari

Di Maio, sempre su Facebook ha lanciato un appello a tutte le forze politiche: “Stamattina inizieremo a raccogliere le firme tra i parlamentari per chiedere la calendarizzazione d’emergenza alla Camera del taglio dei parlamentari”.

Ancora Di Maio: “Tagliamo 345 poltrone di parlamentari e i loro stipendi. Possiamo farlo subito, manca solo un voto. Ci vogliono al massimo due ore per eliminare definitivamente 345 poltrone e risparmiare mezzo miliardo di euro. Sono tanti soldi. E si possono investire in modo più utile: in strade, scuole, ospedali. Non in stipendi di politici. Nessun partito aveva mai avuto il coraggio di portare avanti una riforma come questa ed ora è lì, basta un piccolo passo”.

Il leader M5s ha poi concluso: “Che sia la Lega, il Pd, Forza Italia o chiunque altro ad appoggiarla non ci importa. Ci importa che si faccia. E che si faccia prima delle dichiarazioni di Conte alle Camere. Questo è anche il segno di un nuovo modo di fare politica che noi vogliamo lasciare a questo Paese prima che si sciolgano le Camere”.

Fonte: Repubblica, Agi