Salvini, il pendolo della cittadinanza. E’ stato Di Maio o un sondaggio?

di Lucio Fero
Pubblicato il 27 marzo 2019 10:51 | Ultimo aggiornamento: 27 marzo 2019 10:51
Matteo Salvini, il pendolo della cittadinanza. E' stato Di Maio o un sondaggio?

Salvini, il pendolo della cittadinanza. E’ stato Di Maio o un sondaggio? (foto Ansa)

ROMA – Salvini, il pendolo della cittadinanza dopo molte, veloci e ampie e pubbliche oscillazioni si è fermato sul sì. Sì alla cittadinanza per Ramy e forse anche Adam, ma sì che si sono meritati di essere italiani. Salvini si è convinto, anzi ha praticamente adottato Ramy: “è come fosse figlio mio” è stata l’ultima escursione del pendolo.

Pendolo che in 48 ore…Era partito da ampia escursione in direzione opposta: “vuole la cittadinanza italiana, si faccia eleggere…”. Così era partito Salvini. Per poi qualche ora dopo restare più o meno lì: “magari lo incontro il ragazzo ma senza telecamere me la cittadinanza non si regala, non è un biglietto per il luna park”.

Insomma sul piano umano Salvini qualcosa mostrava di concedere, però da ministro e da difensore della sicurezza degli italiani no, il pendolo della cittadinanza stava e restava sul no. E ancora più verso il no oscillava e puntava quando Salvini pubblicamente alludeva a qualcosa che impediva, sconsigliava, proibiva…Qualcosa che riguardava la famiglia, un parente: “se uno non chiede e non ottiene la cittadinanza in 20 anni, fatevi una domanda e datevi una risposta, non sto parlando del ragazzo, non fatemi dire altro…”.

Si apprenderà poi che quel qualcosa e quel qualcuno che secondo Salvini impedivano la cittadinanza al ragazzo erano denunce a carico del padre mai trasformatesi in processi e condanne. Non lo sapeva Salvini ministro quando allargava le braccia nel suo non si può? Non sapeva il ministro degli Interni che non c’era nulla di concreto a carico del padre, non lo avevano informato? Sì che lo sapeva, ovviamente. Ma a Salvini in quella sera serviva ogni pretesto e appiglio per restare sul no. Anche quello di un quoziente familiare criminale inesistente in legislazione e peraltro nel caso senza fondamento.

Perché a sera Salvini restava sul no. Dodici ore dopo il pendolo scattava con velocità sul sì. Perché questo salto, questa massima oscillazione? Di Maio e M5S si affrettavano a fa sapere: siamo stati noi a convincerlo e ne siamo contenti. Di Maio si attribuiva e si lasciava attribuire la funzione e il merito di aver convinto Salvini a schierarsi per la cittadinanza italiana a Ramy ragazzo del bus che i ragazzi-bambini del bus aveva salvato insieme ai Carabinieri.

Davvero è stato Di Maio? Addirittura, come piace supporre e raccontare al politicissimo Mentana, salvini l’ha fatto per pacificare l’aria di scontro e tensione continua tra Lega e M5S? Cittadinanza italiana a Ramy come pegno e tributo e offerta votiva di Salvini alla tregua di governo Lega-M5S? Politicissima ipotesi.

Ce n’è un’altra: che a convincere Salvini più che di Maio sia stata la Bestia. La Bestia, il misuratore di umori italici, il sondaggio permanente on time on line di cui il vertice leghista si è dotato, il supremo oracolo che indica e dispone…La Bestia, l’hanno chiamato loro così. E se fosse stata la Bestia a segnalare che la maggioranza degli italiani di stranieri non ne vuol vedere arrivare neanche uno in più, ma quelli sotto casa, quelli che conosce, quelli che vanno in tv soprattutto, questi stranieri qui li adotta? Ecco, potrebbe esserec stata la Bestia a scrivere la frase che Salvini doveva dire anche se per 48 ore aveva detto il contrario. La frase era appunto: “E’ come fosse mio figlio”.