Salvini pronto a proporre Lorenzo Fontana ministro agli Affari Ue

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 10 luglio 2019 0:37 | Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2019 0:37
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Salvini pronto a proporre Lorenzo Fontana ministro agli Affari Ue (foto Ansa)

ROMA – Lorenzo Fontana al ministero per gli Affari Ue. È questa, secondo quanto si apprende da fonti qualificate della maggioranza, la scelta che avrebbe fatto il vicepremier Matteo Salvini come profilo per il post-Savona.

Le quotazioni dell‘attuale ministro per le Politiche della Famiglia erano già date in salita dopo il tramonto dell’ipotesi Alberto Bagnai, sulla quale peraltro Salvini non si era mai espresso. Ma ora il leader leghista sembra aver scelto, e la nomina di Fontana, se ci sarà l’ok di Conte che sembra essere piuttosto scontato, potrebbe essere formalizzata giovedì in Cdm.

Sulla ipotesi rimpasto di governo di cui si parla in queste ore, Salvini ha spiegato: “Chiedete ai 5 Stelle, c’è l’urgenza, non come Lega, ma come governo italiano, di avere un ministro a Bruxelles, se questo da parte dei 5stelle comporterà altri movimenti non so, a me basta uno”.

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In realtà, dato che la “finestra” del 20 luglio per un eventuale voto a settembre si sta ormai chiudendo, la crisi di governo si allontana e un rimescolamento nella squadra diventa sempre più probabile. Il rimpasto complessivo, probabilmente arriverà dopo la nomina del commissario Ue alla Concorrenza che spetta all’Italia, con Giancarlo Giorgetti della Lega in pole position. 

E’ il TgCom a spiegare i possibili spostamenti. Come è noto ormai da tempo, la Lega ha messo nel mirino alcuni colleghi Cinquestelle. Su tutti Danilo Toninelli, responsabile delle Infrastrutture e dei trasporti. Oltre a lui Elisabetta Trenta della Difesa con cui Salvini ha avuto dei forti contrasti sul tema immigrazione. A Salvini non piace nemmeno Giulia Grillo titolare della Sanità (ministeroa cui spetta un ruolo importante per quanto riguarda la questione dell’autonomia regionale) e quello dell’Ambiente Sergio Costa, a cui spettano delle competenze anche sul tema delle infrastrutture. 

Il vicepremier leghista, però, dovrà scontrarsi con la resistenza del Movimento che non ci sta a cedere su tutta la linea. E così i Cinquestelle potrebbero chiedere in cambio i ministeri dell’Istruzione, del Turismo e degli Affari regionali.

Fonte: Ansa, TgCom