Salvini ha la spalla del selfista: si è infiammata per i troppi scatti coi sostenitori

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Settembre 2020 10:55 | Ultimo aggiornamento: 17 Settembre 2020 10:58
Salvini ha la spalla del selfista: si è infiammata per i troppi scatti coi sostenitori

Salvini ha la spalla del selfista: si è infiammata per i troppi scatti coi sostenitori (Foto Ansa)

Dolore alla spalla per Matteo Salvini. Troppi selfie nei comizi coi sostenitori.

A Matteo Salvini è venuta la “spalla del selfista”. A svelare il dolore all’omero è stato lo stesso leader della Lega durante i suoi tre comizi a Cene, Almè e Sorisole, in provincia di Bergamo, dove domenica e lunedì si voterà per le comunali. 

I sindaci uscenti sono tutti della Lega e qui Salvini si è sentito a suo agio nel rivelare di aver dovuto assumere ben “tre Muscoril”, un antinfiammatorio che ha un effetto miorilassante per dolori acuti e torcicolli ostinati. 

La causa del problema alla spalla, riporta il Corriere della Sera nelle pagine di Bergamo, sarebbero proprio i troppi selfie che Salvini è solito fare nei suoi bagni di folla coi sostenitori. 

Ma anche questa volta il leader della Lega non ha rinunciato alla fila di autoscatti. Gli organizzatori dei comizi hanno chiesto ai simpatizzanti di disporsi in fila ordinata lungo i percorsi di entrata e di uscita. 

E Salvini si è prestato a fare selfie a tutto spiano. Stando però accorto a non alzare la spalla, ad allungare il braccio per lo scatto sono stati i fan.

“Storia dirà chi ha sulla coscienza la sofferenza”

“Sarà la storia a dire chi ha fatto quello che doveva e magari chi non ha chiuso quando doveva chiudere e ha sulla coscienza la sofferenza di un popolo”. Ha detto Matteo Salvini a Cene facendo “una riflessione sul popolo bergamasco” riguardo al Coronavirus e alle tante vittime che ha provocato.

“E’ una riflessione su quello che avete fatto, su come avete reagito, sulla dignità, sull’orgoglio, sulla generosità, sul fatto fatto che quando si cade ci si rialza senza aspettare aiutini”, ha aggiunto

Una riflessione “sulle tante parole al vento scritte sui bergamaschi, sui lombardi, sui medici, sugli ospedali – ha concluso il segretario – La mia presenza qui è anche un ringraziamento per la sofferenza che è passata da questi borghi e valli”. (Fonti: Corriere, Ansa).