Salvini: “Studio segreto sul Covid, governo chiarisca”. Speranza: “Me lo ha presentato un delegato Lombardia”

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 Settembre 2020 14:40 | Ultimo aggiornamento: 6 Settembre 2020 14:42
Salvini strattonato da una giovane: camicia e catenina strappate

Salvini strattonato da una giovane: camicia e catenina strappate (Foto Ansa)

Salvini all’attacco del governo sulla gestione dell’emergenza. La lettera al Corriere della Sera.

“Il governo deve spiegare perché ha taciuto i rischi del coronavirus e ha affrontato l’emergenza con drammatica superficialità”. Termina così una lunga lettera di Matteo Salvini al Corriere della Sera, in cui accusa l’esecutivo di non aver condiviso informazioni e chiede venga a riferire in Parlamento.

Salvini parla di uno “studio segreto sugli effetti del covid che risale alle prime settimane 2020”. “A Palazzo Chigi – scrive -avevano elementi allarmanti sulle conseguenze del Covid nel nostro Paese, ma il presidente del Consiglio si è preso l’enorme responsabilità di non condividere ufficialmente le informazioni nemmeno con i presidenti di Regione”.

Lo studio segreto

“Uno studio confermato pubblicamente da un dirigente del ministero della Salute il 21 aprile scorso e che risale alle prime settimane del 2020”, attacca il leader della Lega.

Salvini accusa il governo Conte di non aver “proferito parola sullo studio segreto”. “Silenzio assoluto. Unica eccezione, Roberto Speranza che si era affrettato a smentire parlando di travisamento giornalistico, nonostante la notizia fosse stata confermata da un dirigente del suo stesso dicastero. Più passa il tempo e più emergono dettagli inquietanti sull’azione del governo”.

Il leader del Carroccio si riferisce anche agli ultimi verbali desecretati del Comitato tecnico scientifico che, a suo dire, “svelano una serie di errori e raccontano i furibondi litigi tra gli esperti e il commissario Domenico Arcuri, che nonostante i troppi ritardi e svarioni è stato scelto per affrontare il tema della riapertura delle scuole affiancando un ministro palesemente inadeguato come Lucia Azzolina”.

Il governo “non può più tacere – scrive ancora – chiederemo di riferire in Parlamento. Visto che l’esecutivo aveva uno studio riservato sugli effetti del virus, perché non ha condiviso l’informazione con altri interlocutori istituzionali? Perché non ha reperito subito mascherine, camici e respiratori, ma anzi ne ha spedite tonnellate in Cina? Perché ha ignorato i suggerimenti del Cts sulle zone rosse? Perché, il 21 febbraio, il premier dichiarava è tutto sotto controllo?”.

“Ora le priorità sono il lavoro, l’economia, la scuola, la difesa dei confini”, conclude Salvini. “Ma c’è anche una richiesta di verità e trasparenza che ha bisogno di risposte”. (Fonte: Corriere).

Speranza: “Studio presentato da delegato Lombardia”

La replica a Salvini arriva dal ministro della Salute Roberto Speranza, che alla Festa del Fatto Quotidiano, spiega: “Lo studio del Cts, a me, alla metà di febbraio, è stato presentato dal delegato delle Regioni”.

“Questo studio è stato fatto dal Cts e dentro il Cts c’è una rappresentanza delle Regioni e la persona che me lo ha presentato è un esponente della principale Regione del nostro paese in termini di abitanti che, come è noto, non appartiene alle forze che sostengono il nostro governo”. Cioè la Lombardia.

“La posta in gioco è cosi alta – ha aggiunto – che non possiamo metterci a fare giochetti sullo scarico di responsabilità”. 

Il Cts “che aveva iniziato ad elaborare il piano di risposta al virus a febbraio e che verrà poi reso definitivo soltanto a marzo – ha spiegato Speranza – ha deciso di non renderlo pubblico ma va fatta chiarezza: è stata una scelta del Cts perchè si trattava di un documento che aveva ipotesi molto variegate tra loro”.

Non è stato reso pubblico, ha precisato, “per non diffondere allarme ma anche perché chi stava scrivendo il documento prevedeva un range di ipotesi così largo che era complicato da rendere pubblico”. 

“La lettera di Salvini è sbagliata – conclude – perché divide l’Italia e dà l’idea di un leader piccolo che mette dinanzi gli interessi di parte rispetto a quelli del paese”. (Fonte: Ansa).