Salvini tira le orecchie al Papa. Dopo Malta, Tunisia, Francia, Germania ora tocca al Vaticano

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 19 giugno 2018 10:35 | Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2018 11:50
Matteo Salvini tira le orecchie al Papa. Dopo Malta, Tunisia, Francia, Germania ora tocca al Vaticano

Salvini tira le orecchie al Papa. Dopo Malta, Tunisia, Francia, Germania ora tocca al Vaticano

ROMA – Salvini a Telelombardia ha fatto sapere che presto vedrà il Papa [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]. E che è molto onorato dell’occasione. E che aspetta con fervore e speranza l’incontro. Da fedele, da cattolico e, come sempre più spesso a Salvini piace dire, da padre. Anzi da papà altrimenti si rischia la confusione dei ruoli visto che Salvini con tutta evidenza si è assunto il ruolo di pastore di tutti gli italiani (quasi).

Onore, fervore, fede, speranza, devozione…Ma visto che si trovava parlando di clandestini, migranti e rom, Salvini ha precisato che l’incontro con il Papa non sarà un suo andare a Canossa e che non andrà dal Papa a fare ammenda per il suo “cattivismo” e men che mai per trovare una pacificazione tra pensieri e azioni diversissime tra Vaticano e governo italiano sul tema dei migranti. Salvini è Salvini, anzi oggi è Capitan Italia con il 29 e passa per cento nei sondaggi. Quindi da Telelombardia ha spiegato e ricordato al Papa: “Lui si occupa delle anime”. Ai corpi ci pensa Salvini, è di sua competenza.

E così Salvini da Telelombardia tira anche con devozione le orecchie al Papa sui migranti e affini. Prima fu Malta ad essere ammonita. Poi in sequenza toccò alla Tunisia che esporta in Italia galeotti. Quindi l’apertura quasi ufficiale di ostilità diplomatica con la Francia. E ancora l’ultimo avvertimento alla Germania. Ora tocca al Vaticano. A tutta Europa, e anche un po’ d’Africa, Salvini annuncia e grida che “l’Italia non piega più la testa”. La grande proletaria si leva in piedi, molti nemici, molto…No, questo era un altro film. Anche se le battute sono uguali, proprio uguali.

Scherzarci comunque poco con Salvini. Non solo perché ha realizzato quel che nessun politico aveva mai realizzato in Italia. Mai dal 1945 ad oggi una destra destrissima senza imbarazzi e pudori, una destra della terra e del sangue, una destra nazionalista e sciovinista era stata unita e portata quasi al trenta per cento dei consensi. Msi neo fascista al massimo al 10 per cento. E la destra italiana si era dovuta accontentare di Msi a lungo, oppure acquattarsi nelle pieghe minori della Dc. Oppure mettersi in corteo con Berlusconi che certo questo tipo di destra non era e non è. Ora, per la prima volta, un terzo degli italiani esce fuori…al naturale, naturalmente di destra pura e dura.

Ma questo, che non è poco, è il meno. Scherzarci poco con Salvini: ha un alleato di fatto che si chiama Donald Trump. Uno che ha appena finito di twittare che il popolo tedesco si sta ribellando al suo governo perché il governo tedesco ha permesso che milioni di invasori corrompessero la sua cultura originaria. Trump che racconta l’Europa come terra invasa e campo profughi, Trump che chiama i tedeschi alla rivolta contro Merkel. Con alleati così si può fare o almeno provare a fare quel che si vuole. Scherzarci dunque poco con Salvini, molto poco. Ha provato a scherzarci Di Maio e già quasi se ne pente.

Ultima ma non ultima: dell’incontro con il Papa non c’è conferma ufficiale. Forse si fa, forse no. Il Vaticano ha pazienza e passo secolare. Ma talvolta anche i Papi, sia pur nella loro missione ecumenica, si…diciamo…fanno saltare la mosca al naso.

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