Salvini ha già pronta la sua squadra: nel toto-ministri Calderoli, Bongiorno, Giorgetti…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 marzo 2018 12:08 | Ultimo aggiornamento: 7 marzo 2018 12:08
Salvini ha già pronta la sua squadra: nel toto-ministri Calderoli, Bongiorno, Giorgetti...

Salvini ha già pronta la sua squadra: nel toto-ministri Calderoli, Bongiorno, Giorgetti…

ROMA – E’ prematuro, ironia della sorte Salvini deve sperare che l’altro Matteo riesca a presidiare gli argini di un Pd incantato dalle sirene M5S, poi convincere quasi cento parlamentari tra nuovi responsabili, ex impresentabili, cani sciolti e peones, rassicurare il presidente della Repubblica per farsi affidare l’incarico…

Ma insomma la squadra di un governo a guida Salvini è già pronta, i nomi circolano: i “vecchi” come Roberto Caldreroli e Giancarlo Giorgetti, i “giovani” come Lorenzo Fontana, i “tecnici” come gli economisti anti-euro Alberto Bagnai e Claudio Borghi Aquilini o ispiratori della flat-tax come Armando Siri. Le star sia pur con un pedigree non proprio verde-lega come Giulia Bongiorno.

Secondo le informazioni raccolte negli ambienti leghisti da Alberto Mattioli de La Stampa Calderoli, più volte ministro, esperto di sistemi elettorali (la sua creazione più nota è il “Porcellum”), vicino senza riserve nostalgiche a Salvini, è candidato a un dicastero di peso. Giulia Bongiorno prenota la poltrona del Guardasigilli alla Giustizia. Giorgetti a un ministero economico.

Secondo nome irrinunciabile, quello di Giancarlo Giorgetti, 51 anni, già sindaco dell’ameno paese natio, Cazzago Brabbia nel Varesotto, attualmente vicesegretario del partito, commercialista con ottimi rapporti e solide amicizie nel mondo economico e bancario. Giorgetti è il mediatore, tiene i rapporti con gli alleati e con il Quirinale e dispone di abbondanti riserve della meno salviniana delle virtù: la pazienza. (Alberto Mattioli, La Stampa)

Meno conosciuto è Lorenzo Fontana, 37 anni, amico fraterno di Salvini con cui condivideva l’appartamento a Bruxelles e le nuove idee “identitarie”, per non dire lepeniste, che hanno accompagnato la svolta leghista: oggi è vicesegretario della lega, domani potrebbe approdare alla Farnesina.