I giudici: “Famiglia Piccolo, associazione a delinquere”. Politico Pdl arrestato

Pubblicato il 13 luglio 2012 11:12 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2012 14:37
samuele piccolo vicepresidente campidoglio

Sanuele Piccolo

ROMA – Samuele Piccolo agli arresti domiciliari: il vice presidente del consiglio comunale di Roma è accusato di associazione a delinquere e finanziamento illecito ai partiti. Arrestati anche il padre di Piccolo, Raffaele, il fratello, Massimiliano, e la madre, Elena Ciaravolo. Per la Procura il “capo, organizzatore e promotore” dell’associazione a delinquere è proprio il fratello di Samuele Piccolo.

In totale sono 7 i provvedimenti di custodia cautelari firmati dal gip Filippo Steidl. In base all’accusa, attraverso una serie di società sarebbero stati creati finti crediti Iva e, sempre secondo l’accusa, sarebbero stati dirottati all’attività politica di Piccolo i fondi destinati al fisco.

Sono tre gli episodi di finanziamento illecito di cui deve rispondere Samuele Piccolo. Sarebbero tutti episodi legati all’ultima campagna elettorale. Secondo quanto accertato da Procura e nucleo di polizia Tributaria della Guardia di Finanza, Piccolo avrebbe finanziato illecitamente cene promozionali e fondi garantiti per l’avvio di un call center, usato per la campagna elettorale. Per quest’ultimo sarebbero stati distratti 122 mila euro.

Massimiliano Piccolo si è costituito presso il carcere di Rebibbia a Roma. Piccolo si trovava in vacanza fuori Roma ed è stato accompagnato dal suo difensore, l’avvocato Luca Petrucci, lo stesso che difende l’ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi.

Alle elezioni comunali del 2008, Piccolo (eletto nelle liste del Pdl) fu il consigliere più votato: prese ben 11.996 preferenze. Nella tornata precedente (2006), aveva totalizzato 6 mila voti in meno. La performance del 2008 gli ha consentito di distaccare di ben 4 mila preferenze il secondo più votato.

La sua fu una campagna elettorale sul territorio, scrive l’Ansa, “imponente ma anche porta a porta”: fatta di maxi cartelloni e iniziative nei centri anziani, manifesti ovunque e incontri con i cittadini.

Sono tre gli episodi di finanziamento illecito di cui deve rispondere il vicepresidente del consiglio comunale di Roma, Samuele Piccolo, ai domiciliari da oggi. Tutti episodi legati all’ultima campagna elettorale. Secondo quanto accertato da Procura e nucleo di polizia Tributaria della Guardia di Finanza, diretta dal generale Virgilio Pomponi, Piccolo avrebbe finanziato illecitamente cene promozionali e fondi garantiti per l’avvio di un call center, usato per la campagna elettorale. Per quest’ultimo sarebbero stati distratti 122 mila euro.

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