Sanremo “comunista”, Berlusconi cerca la lite: “Andava spostato”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 8 Febbraio 2013 18:17 | Ultimo aggiornamento: 8 Febbraio 2013 18:26
Sanremo "comunista", Berlusconi cerca la lite: "Andava spostato"

Mariano Apicella e Silvio Berlusconi

ROMA – Sanremo è “comunista“: Berlusconi e i suoi sono convinti che Fabio Fazio, in piena par condicio, coi suoi amici “partigiani”, sta preparando un grande Festival dell’Unità, tutto in chiave anti-berlusconiana. Ne è convinto il Giornale, dei Berlusconi, che venerdì 8 febbraio strillava a tutta pagina: “Trappola a Sanremo“. Lo ribadisce lo stesso Berlusconi nel pomeriggio quando perentorio afferma: “Il Festival andava spostato: insieme alla par condicio, Sanremo rende impossibile comunicare”. Il Cavaliere forse cerca la lite o più semplicemente gioca d’anticipo, andando a parare lì dove il dente duole: la sinistra ha bisogno di Sanremo per vincere queste elezioni?

“Benvenuti al festival rosso del­la canzone italiana, in diretta da Sanremo, per cinque giorni e con tutta la potenza del­la corazzata Rai, televisione di Stato”, ha scritto Salvatore Tramontano sul Giornale. Offrendo la sponda a Berlusconi che nel pomeriggio è andato a cercare la sua lite quotidiana: ora anche contro la Rai, colpevole a suo dire di non aver rimandato la kermesse a dopo le elezioni.

Vero è che tra gli ospiti che si avvicenderanno sul palco dell’Ariston, non sono pochi quelli che non nutrono una spiccata simpatia per Silvio Berlusconi. Serena Dandini, Neri Marcorè, Claudio Bisio, Nicola Piovani, forse persino Maurizio Crozza: gli ospiti dell’Agenda Fazio sono tutti poco berlusconiani. A rendere le cose più facili, si aggiungono anche le altre reti che hanno scelto di farsi da parte piallando i propri palinsesti. La7, ha cancellato Santoro, la Bignardi e lo stesso Crozza, Raitre ha spostato Ballarò. Insomma, aggiunge Maurizio Caverzan, sempre sul Giornale dei Berlusconi: “Fate largo signori, il carrozzone ex-nazionalpopolare rivisitato in salsa politicamente corretta va a cominciare“.

E Silvio Berlusconi, da sempre malverso alla par condicio e inviso ai nuovi vertici Rai, ha giocato la sua carta di vittima di una tv di Stato faziosa. La verità è che dietro la presa di posizione di Berlusconi ci sarebbe la messa in onda in prima serata su Rai2 della conferenza stampa riservata ai capi lista che, in base al sorteggio effettuato dalla commissione di Vigilanza Rai, a lui, Bersani e Monti toccherà, come da regolamento, tra martedì 12 e giovedì 14 febbraio, nelle serate, cioè, in cui su Rai1 sarà in onda il Festival.

Contemporaneamente alla sfida tra cantanti, su Rai 2, in base al sorteggio effettuato, andranno in onda proprio le conferenze stampa di 40 minuti circa dei capi lista. Il primo a parlare sul piccolo schermo sarà il Professore (martedì alle 22,20), mercoledì sono previsti gli spazi per il Pd (alle 21.40) e per il Pdl (alle 22.20), mentre giovedì andrà in onda la lista Con Monti per l’Italia.