Anche l’ex segretaria di Scajola nel giro delle case a “prezzi stracciati”

Pubblicato il 12 Maggio 2010 - 13:53 OLTRE 6 MESI FA

Fabiana Santini

Un nuovo appartamento potrebbe finire nell’inchiesta sugli appalti del caso Scajola e rischia di far tremare ancora i palazzi della politica. La proprietaria Fabiana Santini, guardacaso l’ex segretaria del ministro dello Sviluppo Economico, sarebbe finita nello scandalo degli appalti e della case comprate a prezzi stracciati dal costruttore Anemone.

Sarebbe una lettera anonima, planata sulla scrivania dei pm che indagano sull’affaire “Scajola”, a denunciare il fatto. La Santini avrebbe beneficiato delle “agevolazioni” del costruttore Anemone per acquistare l’appartamento dove abita. Tra Vigna Clara e la Camilluccia.

Ma non basta. La donna è stata da poco nominata assessore alle Politiche Giovanili dal neo governatore del Lazio, Renata Poverini. E il nuovo caso, è il timore, può diventare per la giunta di centrodestra appena insediata una bomba pronta a scoppiare.

A fare il nome della Santini era stato qualche giorno fa Esterino Montino del Pd: “È vero o no – aveva detto l’ex reggente della Regione Lazio – che la Santini è coinvolta nell’inchiesta su Scajola?”. “È tutto regolare” la risposta piccata dell’ex segretaria e neo assessore: “Chiunque vuole può andare al catasto”.

La donna, secondo le carte, risulta proprietaria di un immobile in via Misurina, una strada signorile in un quartiere benestante di Roma Nord, vicino a via Cortina d’Ampezzo. La casa risulta acquistato a giugno del 2009 con atto notarile presso il notaio Antonio Matella.

La neo-titolare delle Politiche giovanili si difende con le lacrime agli occhi: “Dopo quello che è successo, dopo tutte le strumentalizzazioni su Scajola, non riesco a stare tranquilla neanche un giorno”, si sfoga. “Lasciatemi lavorare con serenità. Ho chiuso un capitolo aprendone un altro. Non ho parole, è pazzesco”.

L’appartamento “sospetto” è al terzo piano della palazzina, in un complesso residenziale dove ci sono le case dell’Inpgi (Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti). Un immobile di tutto rispetto: composto da soggiorno, tre camere, due bagni, due balconi, disimpegno, cantina e posto auto. Il prezzo pagato dalla Santini è di 386.090 euro. Un vero affare stando ai costi medi delle case in zona, anche considerata la sua grandezza.

Una casa di quella tipologia e in quel quartiere viaggia intorno ai 5.500/6mila euro al metro quadro. Il suo valore non va mai al di sotto dei 700 mila euro. La Santini ha acquistato l’appartamento nel giugno del 2009, appena un anno fa, dal San Paolo di Torino. La casa infatti risultava “in locazione” della banca. Da quanto risulta dai documenti, prima di vendere all’ex segretaria di Scajola, il San Paolo di Torino ha presentato all’affittuario una proposta d’acquisto, come risulta da “comunicaizone notificata il 7 maggio 2009”. Ma l’inquilino, il 14 maggio dello stesos anno, ha rinunciato ad esercitare il diritto di prelazione.

Un mese e mezzo prima però, il 24 marzo 2009, la Santini “aveva versato 58mila euro a mezzo di bonifico bancario effettuato tramite la Banca Carige”. Il resto dei soldi sono stati versati con un muto acceso da lei stessa con la Carige-Cassa di risparmio di Genova e Imperia. Decisamente conveniente per l’ex segretaria, dal momento che la banca copre l’intera cifra per l’acquisto e per 30 anni la Santini dovrà pagare solo 1.967, 66 euro.