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Sappada, il Comune in fuga dal Veneto: Senato vota sì al “trasferimento” in Friuli

Sappada, il Comune in fuga dal Veneto: Senato vota sì al "trasferimento" in Friuli

Sappada, il Comune in fuga dal Veneto: Senato vota sì al “trasferimento” in Friuli

ROMA – Sappada, il Comune in fuga dal Veneto: Senato vota sì al “trasferimento” in Friuli. Sappada, a dieci anni dal referendum popolare per il distacco dal Veneto, fa un altro passo verso il Friuli Venezia Giulia. Un passaggio, di fatto, da una regione a statuto ordinario a una a statuto speciale. A un mese dalla consultazione referendaria che chiamerà i bellunesi ad esprimersi su una maggiore autonomia della provincia, in concomitanza con il referendum veneto sullo stesso tema, il Senato con 168 sì, un no e 8 astenuti, ha dato il via libera al ddl che prevede il distacco del comune dal Veneto e la sua annessione alla regione guidata da Debora Serracchiani. Il testo ora passa alla Camera.

Un pronunciamento così ampio che a Sappada, comune di tradizione tedesca, dove nasce il Piave e confina con l’Austria, è arrivato quasi inaspettato. Tanti forse avevano perso le speranze a distanza di dieci anni da quel 9 marzo 2007 quando con il 95% dei votanti aveva detto sì all’addio al Veneto (860 voti sui 903 votanti, pari al 75,31% degli aventi diritto) e indicata la volontà di passare in terra friulana.

“Siamo davvero soddisfatti e a questo punto anche un po’ increduli che dopo dieci anni ci sia stato il primo voto” dice il sindaco Manuel Piller Hofer, che non risparmia però preoccupazioni per l’ulteriore passaggio parlamentare: “adesso scongiuriamo la beffa della fine legislatura: i tempi per il voto alla Camera sono stretti e ci auguriamo che possa giungere una risposta definitiva”.

“Ora – sottolinea – avanti con la Camera: l’iter è stato avviato da quattro anni e urge una risposta, in un verso o nell’altro”. “La cosa fondamentale è non lasciarci a metà del guado – dice Alessandro Mauro, coordinatore dei Comitati per il referendum popolare -. C’è un’innegabile grande soddisfazione siamo orgogliosi di aver portato il caso di un paese di montagna e di confine all’attenzione del Senato della Repubblica, di cui abbiamo il massimo rispetto. La maggioranza è stata ampia e questo aumenta la nostra felicità. Questo è il momento di ricordare le battaglie durate dieci anni, ma non possiamo ancora cantare vittoria”.

La speranza è la conclusione della “partita” entro Natale. In Veneto, quello di Sappada, è solo uno degli oltre 30 referendum consultivi locali – tra cui Cortina nel 2007 con la vittoria dei sì – fatti per passare sotto al Friuli o al Trentino Alto Adige. Il governatore Luca Zaia, da “federalista impenitente”, rispetta “le scelte di tutti” ma dice di prendere atto che fino ad ora nessun comune ha chiesto di essere annesso alla Lombardia o all’Emilia Romagna, altre due regioni confinanti.

Per Zaia, che ricorda l’appuntamento del 22 ottobre, “se il Veneto non avrà l’autonomia sarà l’autonomia ad avere il Veneto, e garantiremo a Bolzano lo sbocco al mare”. Tanto per far capire che il rischio, se non ci sarà una risposta positiva alla richiesta di maggiore autonomia, è quello di una corsa di tutti i comuni verso le autonomie “speciali”.

Debora Serracchiani, indicando che il Senato “ha interpretato con responsabilità e coerenza la volontà della grandissima maggioranza del popolo di Sappada”, precisa che “il passaggio di questo comune è il compimento formale di un’appartenenza identitaria, linguistica e culturale, molto forte e radicata; è la sanzione ufficiale di una lunghissima storia comune. Siamo di fronte a un caso chiarissimo e pacifico, contestualizzato e analizzato in tutti i dettagli anche dal punto di vista costituzionale. Non è una scaramuccia di confine tra Regioni, né si rischia di aprire alcun effetto domino”.

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