Sardegna, altri 25 consiglieri indagati per rimborsi. C’è anche Claudia Lombardo

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 Maggio 2014 11:27 | Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2014 11:27
Sardegna, altri 25 consiglieri indagati per rimborsi. C'è anche Claudia Lombardo

Claudia Lombardo, ex presidente del Consiglio regionale Sardegna, in pensione a 41 anni con un vitalizio da 5mila euro

CAGLIARI – Altri 25 indagati per l’uso dei fondi dei Gruppi consiliari della Sardegna. Tra loro anche l’ex assessore e tesoriere FI, Mariano Contu, al quale viene contestato l’uso di 1,6 mln di euro, e l’ex presidente del Consiglio Regionale Claudia Lombardo (Pdl), quella in pensione a 41 anni con un vitalizio di oltre 5mila euro ottenuto dopo soli 5 anni di lavoro. Lombardo dovrà giustificare 1.500 euro di spese, la cifra più bassa.

E mentre l’inchiesta-bis del pm Marco Cocco, va avanti con questa nuova bufera giudiziaria, proprio oggi, 30 maggio, prosegue il processo in Tribunale a Cagliari per i 18 consiglieri della prima tranche dell’indagine: è attesa la testimonianza della dipendente del Consiglio, Ornella Piredda, che, con la sua denuncia aveva portato all’avvio dell’indagine.

Le accuse si riferiscono al periodo compreso tra il 2004 e il 2009, una legislatura che ha visto buona parte del Consiglio regionale finire nel mirino della magistratura. I 27 nuovi indagati dovranno giustificare l’uso dei fondi e verranno sentiti, da martedì prossimo, da pm e organi di polizia giudiziaria.

 

Gli altri nomi, secondo quanto ha anticipato l’Unione Sarda, sono quelli di Pierpaolo Vargiu nella sua qualità di tesoriere dei Riformatori dovrà giustificare l’uso di un milione di euro così come Ciriaco Davoli (ex tesoriere Rifondazione). Giuseppe Fadda (componente di Rifondazione e poi di Sinistra autonomista) 400 mila, l’ex assessore di An Antonello Liori 165 mila e l’ex Fi Ignazio Artizzu 180 mila. Matteo Sanna (An) 120 mila; gli esponenti dei Riformatori Attilio Dedoni 83 mila, Franco Sergio Pisano 50 mila; per Rifondazione Luciano Uras 70 mila e Ignazio Paolo Pisu 39 mila; per Fortza Paris Domenico Gallus 58 mila, Eugenio Murgioni 43 mila e Pasquale Onida 20 mila; Paolo Antonio Licheri (Sinistra autonomista) 30 mila; l’ex senatore del Pdl Fedele Sanciu seimila euro. Devono giustificare cinquemila euro Niccolò Rassu (Fi), Paola Lanzi (Sinistra autonomista) e Gavino Cassano (Riformatori); l’ex assessore Udc Sergio Miliaquattromila, e Vittorio Lai (ex Pdl) 2.500 euro.

Questi ultimi due già indagati così come Silvestro Ladu (Fortza Paris), al quale ora si chiede conto di 12 mila euro, e che era già a processo per la vicenda dei fondi del gruppo Misto. Nuovamente indagato anche l’ex Idv Adriano Salis (tesoriere gruppo Fas), ora per 225 mila euro, e già condannato in primo grado ad un anno e otto mesi al termine del processo con rito abbreviato seguito alla prima inchiesta sul gruppo Misto (per una contestazione di 60 mila euro). Così come Mario Diana (ex capogruppo Pdl), già indagato, al quale ora si chiedono 143 mila euro.