Coronavirus, Sardegna verso un lockdown di 15 giorni

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 Ottobre 2020 17:10 | Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre 2020 17:10
Coronavirus, Sardegna verso un lockdown di 15 giorni

Coronavirus, Sardegna verso un lockdown di 15 giorni (nella foto Ansa, Solinas)

Crescono i casi di coronavirus e la Sardegna va verso un lockdown di 15 giorni. L’ordinanza del presidente della Regione, Christian Solinas, è attesa per il weekend

La Sardegna verso un lockdown di 15 giorni: dovrebbe arrivare nel weekend l’ordinanza del presidente della Regione, Christian Solinas, per frenare la salita della curva dei contagi.

Si tratterebbe, ha anticipato, di uno “Stop&Go” di 15 giorni per le principali attività, con contestuale chiusura di porti e aeroporti per limitare in modo rapido ed incisivo la circolazione delle persone e, con esse, del virus.

Lo “Stop&Go” di 15 giorni

Ma che cosa intende Solinas quando parla di “Stop&Go”? Un blocco totale sul genere di quello già sperimentato, oppure un coprifuoco come quello che già altre Regioni stanno prevedendo?

Il comitato tecnico scientifico regionale, scrive l’Ansa; avrebbe consigliato la prima ipotesi, cioè il lockdown che arriverebbe proprio nei giorni in cui 156 Comuni sardi sono chiamati al voto e cioè il 25 e il 26 ottobre.

Durante la capigruppo Solinas ha proposto a tutti i presidenti dei gruppi la convocazione di un vertice con il Cts sardo che dovrebbe tenersi oggi o domani. 

Fondazione Gimbe: Sardegna terza per ricoveri in terapia intensiva

Intanto aumentano i casi di coronavirus in Sardegna: nell’ultima settimana sono stati registrati 225 nuovi positivi su 100mila abitanti, con un incremento del 22,3%, un dato superiore alla media nazionale.

Aumentano anche i casi di ricoveri in terapia intensiva: 2,1 ogni 100mila abitanti. Ed è uno dei dati peggiori d’Italia: sopra ci sono solo Valle D’Aosta (4) e Umbria (2,3).

La Sardegna è al terzo posto insieme a Lazio e Liguria e comunque sopra la media nazionale (1,4).

Sono gli ultimi risultati del monitoraggio sull’emergenza sanitaria effettuati dalla Fondazione Gimbe.

In crescita anche i ricoverati con sintomi: sono 13,8 ogni 100mila abitanti. Meglio il dato sul numero dei test sempre ogni 100mila abitanti, ma quota 906 rimane sempre una cifra più bassa della media nazionale (1045).

“Con l’aumentare vertiginoso dei numeri – spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – il dato nazionale non rende conto di marcate differenze regionali, oltre che provinciali, che indicano le aree che richiedono provvedimenti più restrittivi per circoscrivere tempestivamente tutti i focolai e arginare il contagio diffuso”. (Fonte: Ansa)