I sardi respingono la Lega. Fischi a Cagliari contro Castelli

Pubblicato il 24 maggio 2010 14:48 | Ultimo aggiornamento: 24 maggio 2010 14:48

Piergiorgio Massidda durante il comizio

Una manifestazione che si trasforma in una dura contestazione contro la Lega. È successo a Cagliari dove alcuni illustri vertici del Carroccio, tra cui il sottosegretario Roberto Castelli, erano sbarcati per partecipare a una manifestazione elettorale per le Provinciali a sostegno della lista “Massidda Presidente”.

I circa 300 manifestanti hanno cominciato a scandire solgan contro la Lega e contro la Lega Nord Sardinia. Fischi, urla e lanci di oggetti diretti prevalentemente contro Castelli intervenuto al comizio in sostituzione del senatur Umberto Bossi che fino a sabato scorso aveva garantito la sua presenza sull’isola.

Il viceministro ha tentato in tutti i modi di sedare gli animi spiegando che, con il federalismo, la Lega punta a ottenere risultati cui hanno sempre aspirato i padri fondatori del sardismo. Nulla da fare, perchè gli animi di chi era in piazza, tra cui molti appartenenti all’estrema sinistra e all’anarchismo, era infuocati e si sono intensificati: “Fuori la Lega dalla Sardegna”, è stato il motto scandito dalla folla. In piazza i manifestanti hanno perfino dato fuoco ai vessilli della Lega bruciando le bandiere del partito e della lista leghista candidata a queste provinciali.

Dura la reazione del candidato, Piergiorgio Massidda: “Abbiamo vissuto una delle pagine più vergognose della storia democratica della nostra Regione”. “Si è trattato di un gravissimo attacco alla democrazia e alla possibilità di esprimere le proprie idee e le proprie opinioni”. Il candidato ha accusato i manifestanti di aver aggredito verbalmente e fisicamente (con sputi, lanci di oggetti e offese) il viceministro Castelli, i senatori Rizzi, Monti e Aderenti e i sostenitori della lista Massidda Presidente.