Nuova bufera su Polanski: disagio nel mondo del cinema, si muove Nicolas Sarkozy

Pubblicato il 15 maggio 2010 18:33 | Ultimo aggiornamento: 15 maggio 2010 18:58

L'attrice inglese Charlotte Lewis

“C’é il regista e c’é il cittadino. Il regista è immenso. Il cittadino? Nessuno è al di sopra delle leggi”: questa imbarazzata dichiarazione di Gilles Jacob, presidente del Festival di Cannes, dà il senso del disagio del mondo del cinema per le nuove accuse a Roman Polanski che piombano sulla rassegna proprio mentre la Croisette é affollata di star.

Roman Polanski è stato accusato da un’altra donna di violenza sessuale. L’attrice inglese Charlotte Lewis, che recitò nel film Pirates di Polanski nel 1986, ha riferito che il regista abusò di lei nel 1982 a Parigi, quando aveva solo 16 anni.

L’avvocato Gloria Allred, rappresentante della vittima, in una conferenza stampa ha affermato di aver depositato al tribunale di Los Angeles prove evidenti della violenza sessuale. “Ho deciso di rivelare il mio segreto perché so che Polanski vuole tornare in America – ha detto la Lewis -. Anche se sono passati molti anni è giusto che paghi per i crimini che ha commesso”.

Il regista è ancora agli arresti domiciliari in Svizzera per l’accusa di stupro rivoltagli da Samantha Geimer e relativa a un caso del 1977. “Non posso dire se sono coinvolte delle droghe e se l’accusa è di stupro – ha detto l’avvocato Allred – ma è stato un avvenimento drammatico che ha cambiato per sempre la vita della mia assistita”.

E intanto si muove il presidente francese, Nicolas Sarkozy, che telefona alla ‘collega’ elvetica Doris Leuthard per chiedere informazioni sul caso. La notizia è arrivata ieri sera ed è esplosa con fragore enorme: il procuratore di Los Angeles ha incontrato un’attrice britannica, Charlotte Lewis, 42 anni, la quale ha affermato di aver subito violenza sessuale dal regista all’inizio degli anni Ottanta, quando era appena sedicenne.

Come una bomba, la novità ha subito rinfocolato le polemiche e approfondito il divario fra chi sostiene senza condizioni Roman Polanski, 76 anni, in libertà vigilata in Svizzera, e chi non se la sente di stargli ancora al fianco. Tra i primi, si segnala il filosofo Bernard Henri-Levy, promotore di una petizione che molte star del cinema stanno firmando ma che altre, come Michael Douglas, non sottoscrivono.

In mezzo c’é Jacob e un mondo del cinema “ufficiale” sempre più in imbarazzo. Con la Lewis, a differenza del caso di relazione sessuale con una minorenne che è all’origine dell’arresto di Polanski, il problema è che la vittima afferma di aver subito violenza “nel peggior modo possibile” da parte del regista. E di desiderare soltanto “che giustizia sia fatta”.

Georges Kiejman, avvocato di Polanski, ha detto di essere “assolutamente incredulo” per le dichiarazioni di Charlotte Lewis: “Se le ripete e quando ne saprò un po’ di più, è probabile che la denunceremo”, ha precisato. Aggiungendo poi di trovare “piuttosto inquietante” che la Lewis abbia girato in ‘Pirati’ di Polanski nel 1986, cioé tre anni dopo i presunti abusi sessuali.

Sarkozy, ha telefonato alla  Leuthard, per informarsi sulla sorte del regista franco-polacco e sui termini della richiesta di estradizione degli Stati Uniti nei suoi confronti.