Saverio Cotticelli e l’intervista in cui non sa nulla sul piano Covid: “Forse mi hanno drogato…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Novembre 2020 - 08:23 OLTRE 6 MESI FA
Saverio Cotticelli e l'intervista in cui non sa nulla sul piano Covid: "Forse mi hanno drogato..."

Saverio Cotticelli e l’intervista in cui non sa nulla sul piano Covid: “Forse mi hanno drogato…”

L’intervista in cui lui, Saverio Cotticelli, Commissario alla Sanita Calabria dice di non sapere di dover essere lui a fare un piano anti Covid, gli è costata il posto.

Saverio Cotticelli a Non è l’Arena domenica sera ha provato a difendersi dopo essere stato cacciato di Giuseppe Conte. Rimosso dall’incarico dopo la sua intervista a Titolo V su Rai Tre in cui sembrava non sapere nulla, cosa fare, cosa non fare, in merito al piano del Governo sul coronavirus in Calabria. “Devo farlio io il piano anti Covid?”, chiedeva all’intervistatore.

“Non mi riconosco in quell’intervista. Non so cosa mi sia successo. Sto cercando di capire, magari con l’aiuto di un medico, se è stato un malore o altre cose – dice a Non è l’Arena l’ormai ex Commissario alla Sanità -. Il piano Covid l’ho fatto io. Mi hanno drogato? Non lo so. Dico solo che non sono stato bene. Non ho sospetti su nessuno, ma non ero lucido e non stavo bene. Non ero io, ero una controfigura”.

“Tutti quelli che mi conoscono si sono chiesti chi era quello dell’intervista. Il piano covid l’ho fatto io a giugno. La fase attuativa viene demandata ad Arcuri che a fine ottobre delega ASP e AO come soggetti attuatori”, ha aggiunto Cotticelli. 

“In Calabria quando tocchi degli interessi…”

“Quell’intervista – ha aggiunto Cotticelli – é stata preceduta da una serie di attacchi mediatici e politici molto pesanti nei miei confronti. La verità é che quando in Calabria tocchi degli interessi particolari devi essere eliminato. Sono stato vittima di un piano elaborato da menti raffinatissime. Alla struttura commissariale, tra l’altro, é stato accollato un debito di 100 milioni accumulato dal Policlinico Mater Domini risalente al 2014. Sono accaduti, in sostanza, fatti molto gravi”.

Cotticelli ha anche ricordato che il giorno del suo insediamento si recò dal Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, al quale chiese i criteri ai quali doveva improntare il suo lavoro. “La risposta del procuratore Gratteri – ha detto Cotticelli – fu di lavorare giorno e notte e di non andare a pranzo ed a cena con nessuno. Consiglio che ho eseguito alla lettera. Sono stato nominato Commissario per il Piano di rientro dal deficit sanitario in Calabria dal primo Governo Conte. E sono stato confermato dal secondo Governo Conte”, ha concluso. (Fonte Non è l’Arena).