Savoini Lega, teste a carico Salvini che dice: con me a mia insaputa

di Lucio Fero
Pubblicato il 15 Luglio 2019 9:54 | Ultimo aggiornamento: 15 Luglio 2019 9:54
Savoini Lega, teste a carico di Salvini che dice: con me a mia insaputa

Savoini e Salvini sulla piazza Rossa in una foto Ansa

ROMA – Savoini Lega, teste a carico è proprio e soprattutto Matteo Salvini. Teste a carico non tanto di Savoini (tutto da vedere se ci sia stato reato e quale reato), quanto della Lega. Perché il gran Capitano della Lega stavolta non ha saputo fare di meglio che stoicamente e altezzosamente balbettare un: era con me a mia insaputa.

Sul come e perché Savoini fosse a Mosca ai vertici e incontri ufficiali con i russi, sul come e perché Savoini fosse a Roma agli incontri ufficiali con Putin, sul come e perché Savoini fosse invitato a cerimonie e cene di lavoro, sul come e perché Savoini fosse una presenza fissa quando c’era da parlar coi russi, sul chi e come inseriva Savoini nelle delegazioni e nelle liste di coloro con passi di governo, su tutto questo Matteo Salvini il Capitano ha pronunciato solo mezze bugie interamente reticenti. Quelle che fanno di un teste un testimone a carico.

A carico della Lega e a carico di Salvini stesso. Non per presunte e tutte da dimostrare tangenti su una compra-vendita di gasolio russo. Non per politica filo russa della Lega che non ha aspettato Savoini per manifestarsi e che comunque non è reato (semmai infedeltà ad alleanze internazionali e inaffidabilità internazionale ma questa non è roba da Tribunali). A carico della Lega e di Salvini per manifesta bugia.

Se qualcuno avesse dubbi al riguardo si legga Borghezio quando dice Savoini un soldato della Lega e che Salvini faccia finta di non conoscerlo fa parte del gioco. Già, Salvini ha finto più volte in questi giorni di non conoscere Savoini. Una vignetta: entrambi sulla Piazza Rossa e Salvini che dice a Savoini: “Fai il vago ci stanno inquadrando”. E Savoini:”Faccio finta di guardare i monumenti”. Una vignetta molto al di sotto della realtà.

Esistono foto dei due non solo sulla Piazza Rossa da amiconi, esistono foto ufficiali degli incontri ufficiali dove Savoini c’è sempre. E per esserci in quelle occasioni e luoghi degli incontri ufficiali coi russi bisogna avere delle autorizzazioni, dei passi che non sono proprio biglietti omaggio dati a sconosciuti. Non fosse altro che per motivi di sicurezza, non si siede al tavolo delle trattative e non si brinda con un capo di Stato o governo straniero chiedendo: posso entrare un attimino?

E infatti Savoini era inserito nella lista, invitato, autorizzato da…? Dal Ministero degli Interni. Per la precisione da Claudio D’Amico. E chi è Claudio D’Amico? E’ il consigliere per gli affari internazionali del Ministero degli Interni. Il consigliere ufficiale di Salvini per gli affari esteri. Membro anche lui dell’associazione presieduta da Savoini!

Quindi, con tutta evidenza, Salvini dice bugia quando dice: Savoini non l’ho invitato io. Quindi, con tutta evidenza, Salvini dice bugia quando dice: era con me a mia insaputa. Conte presidente del Consiglio e capo del governo di cui Salvini è parte ha fatto sapere che Savoini era sempre presente quando c’erano i russi perché così voleva non Palazzo Chigi ma il Viminale, non lui ma Salvini. Timbro di governo: su Savoini Salvini ha detto bugia.

Perché una bugia così evidente e quindi apparentemente insostenibile? Perché dietro ci sono inconfessabili tangenti? Probabilmente no. Probabilmente c’è solo qualcuno che voleva fare un po’ di soldi.

Una bugia così evidente nasce da un senso di onnipotenza e da un tratto, come dire, sbruffone del pensiero e dell’azione di Salvini. Quello italiano è pur sempre un Parlamento e un elettorato che a suo tempo si sono bevuta o hanno fatto finta di bere Ruby rubacuori la nipote di Mubarak. E quella di negare l’evidenza è strategia di comunicazione sempre più in voga e sempre più premiata in termini di consenso. Quindi a Salvini e a chi lo consiglia è apparso praticabile il: non so nulla, non c’è nella, parliamo di cose serie, io lavoro”. Non solo praticabile, perfino opportuno.

E quindi oggi abbiamo in Italia un Ministro degli Interni e vice premier e Capitano del partito più potenzialmente votato saldo in sella al cavallo dei consensi e apertamente, clamorosamente bugiardo. Un’eccellenza tutta italiana.